PostHeaderIcon Si chiama trdlo… trdelnìk o manicotto di Boemia.

trdlo 4

E’ da più di due anni che voglio parlarvi di questo dolce che ho assaggiato a Praga e che mi ha fatto letteralmente impazzire, sia per la bontà che per la “difficoltà” di realizzo in quanto richiederebbe di essere cotto sulla brace rotolando su di una sorta di apposito matterello (il manicotto). 

Praga è bellissima, ha un’atmosfera molto particolare specialmente durante le festività natalizie e di sera. Per le strade si avverte un’atmosfera magica che definirei: fascinosa, romantica e misteriosa.

praga collage

ecco qualche immagine di Praga

Se non siete mai stati a Praga, cercate di immaginare i mercatini di Natale, le luminarie, i castelli fiabeschi illuminati, la piazza con l’enorme albero di natale (alto più di 20 metri), il famoso orologio astronomico e per le strade…. un profumo inconfondibile di dolci speziati e caramellati!

E’ su quest’ultimo aspetto che vorrei soffermarmi. D’inverno a Praga fa molto freddo e, per strada, potete trovare: vino caldo, grog, hot dog, panini con la porchetta ed il prosciutto di Praga, biscotti speziati e…… TRDLO!! Un dolce dal nome per me , ancora oggi, impronunziabile ma che ti scalda il cuore, l’anima e non solo….. Il dolce, infatti, viene cotto sui carboni ardenti e, avvicinarsi a quei profumati e caldi chioschi con una temperatura che si aggira intorno ai 2° è una cosa di un attraente soprannaturale.

Vi state chiedendo cos’è il “Trdlo”? Ecco la definizione che riporta la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

. Descrizione: «Skalický trdelník» è un prodotto di pasticceria che presenta la forma di un cilindro
cavo, di diametro interno variabile da 3 a 5 cm e di diametro esterno da 6 a 10 cm. È prodotto in
modo tradizionale mediante l’avvolgimento di una pasta soffice, fatta precedentemente lievitare, attorno
ad un rullo di legno («trdlo»). La preparazione viene quindi spennellata con albume d’uovo sbattuto e
coperta di noci o mandorle o mandorle di albicocche frantumate, o di un misto di queste. Infine, il
prodotto è cotto con calore raggiante fino a che assume una colorazione dorata e, dopo la cottura, è
spolverizzato con zucchero a velo mescolato a zucchero vanillinato.
Le qualità sensoriali caratteristiche del prodotto sono conferite dalla frutta secca e/o mandorle schiacciate, dallo zucchero vanillinato e dal metodo di cottura.

La descrizione “meno tecnica”, ma più efficace è questa:

E’ un dolce semplice ed antico che ha la forma particolare di un cilindro cavo. Croccante in superficie, e soffice all’interno, si ottiene mediante l’avvolgimento di una soffice pasta, precedentemente fatta lievitare, attorno ad un apposito rullo di legno (chiamato “trdlo”, da cui il nome) sul quale viene cotto attraverso un metodo veramente caratteristico;

in cottura rid

Trdlo in cottura

avviene infatti attraverso il calore raggiante dato da un un forno a brace o elettrico (spesso, nei forni e nelle bancarelle e’ possibile vedere questa fase del processo di produzione) sul quale ruota il rullo, azionato da una cremagliera, in modo costante per una cottura uniforme, fino a quando il dolce raggiunge una colorazione dorata in superficie; viene quindi sfilato come un bracciale dal suo cilindro e venduto in pezzi.

Durante la mia visita a Praga il Trdlo è diventato la mia ossessione…. ammiravo il Ponte Carlo e chiedevo di mangiare quello che ormai avevo simpaticamente battezzato “il biscottino” (sì, perché ancora oggi non so come possa pronunciarsi Trdelnìk oppure Trdlo); durante la visita all’orologio astronomico, al Castello, alla Cattedrale di San Vito……. il pensiero era sempre quello: mangiare un caldo e profumato Trdlo!

Un pensiero ancora più assillante, nei giorni e nei mesi successivi, è stato quello di riprodurre nella maniera più autentica possibile il famigerato dolcetto che, peraltro, è una sorta di lievitato. Ciò, per chi mi conosce, è un vero e proprio propellente per la mia “messa all’opera”. Infatti, se da un lato la parte logica di me mi diceva che la ricetta poteva essere di semplice realizzo (avrei potuto utilizzare la mia ricetta della pasta – brioche), un’altra parte di me restava perplessa per la difficoltà di  risolvere la cottura bypassando il metodo a rullo nel forno a legna tradizionale.

Dopo ampie ricerche ho adottato ed adattato quel che ho trovato, nel merito, sul web. Credo, peraltro, che il tutto discenda da questo video che ho trovato su youtube.

Il risultato delle mie ricerche è approdato nella ricetta, qui di seguito, che credo sia quella più autentica: il risultato è, infatti, molto vicino all’originale.

 

INGREDIENTI per 12 trdelnìk piccoli (oppure 6 grandi)

260 g di farina 00

110 ml di latte

1 uovo intero + 1 albume (per la pennellatura)

30 g di burro

3 cucchiaini di zucchero

15 g di lievito di birra fresco (oppure 5 g di mastrofornaio)

buccia grattugiata di limone

 

PER GUARNIRE

zucchero semolato

zucchero vanigliato

zucchero di canna

poca cannella

mandorle tritate (facoltative)

 

PROCEDIMENTO

Premetto di avere usato l’impastatrice con la velocità al minimo e l’ausilio della frusta a “K”. Per chi non possedesse una impastatrice, il procedimento è il seguente.

Versate in una ciotola la farina ed il latte, poi il lievito che avrete sminuzzato ed amalgamato con lo zucchero; aggiungere il burro, l’uovo intero, la scorza grattugiata del limone ed amalgamare tutti gli ingredienti.

Versate il composto su un foglio di carta da forno leggermente infarinato.

Lavorate il composto fino a quando diventerà liscio e compatto.

Inumidite le mani, formate una palla e adagiatela in una ciotola infarinata. Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per un’ora, sino al raddoppio del volume.

Rovesciate la pasta lievitata su di un foglio di carta forno leggermente infarinato, dividetelo in due parti e stendete col mattarello fino ad uno spessore di mezzo centimetro, quindi ricavate delle strisce larghe circa 2-3 cm e lunghe circa 40 (le mie erano lunghe circa 30 cm perché, possedendo un matterello stretto, ho confezionato dei dolcetti più piccoli).

collage

Eccoci alla formatura.

Tagliate un foglio di alluminio alla lunghezza del matterello (escluse le impugnature). Dividetelo a metà sia nel senso della lunghezza che della larghezza ed avvolgete due o tre strisce (a seconda della lunghezza del matterello) di alluminio sul matterello. Schiacciatele con le mani per farle aderire e separatele l’una dall’altra. 

Prendete quindi una striscia d’impasto ed avvolgetela intorno al  mattarello foderato, avendo cura di sovrapporla leggermente man mano che arrotolate. Otterrete, così, un cilindro di pasta della lunghezza di circa 10 centimetri.

trdlo collage

con questo matterello stretto e lungo ho ottenuto Trdlo più piccoli (per un totale di n° 12 Trdlo), in compenso ne ho potuti formare tre alla volta.

Versate in un piatto (oppure, come ho fatto io, sulla spianatoia) lo zucchero semolato miscelato a quello di canna e gli eventuali altri ingredienti (cannella, mandorle e/o noci tritate).

trdlo 1

Pennellate i cilindri con l’albume sbattuto e rotolate con delicatezza il matterello sul composto di zucchero.

Sfilate, delicatamente i vostri trdlo insieme alle fasce di alluminio e spingete all’interno dei rotoli ottenuti la carta che fuoriesce alle estremità: in questo modo il dolcetto manterrà la forma e sarà possibile mantenerli in piedi. 

Sistemateli, quindi, in posizione eretta su una placca foderata con della carta forno e cuocete a 180°C per circa 10-12 minuti, fino a doratura.

trdlo 3

E’ possibile pennellare l’interno del Trdlo con la nutella per renderlo, se possibile, ancora più godurioso!!

Note: poiché il Trdlo si deve mangiare caldo e croccante, vi consiglio si non farne troppi. D’altra parte, i 12 mini trdlo che ho preparato sono terminati del giro di tre ore   ;-)

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