PostHeaderIcon Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP

Il pomodoro è un alleato prezioso per la salute: è considerato fondamentale per una corretta alimentazione in quanto povero di grassi,  ricco di vitamine,  sali minerali e licopene: un potente antiossidante naturale che ha effetti positivi sul cuore, sulle arterie, sulla digestione, sull’intestino e sulla pelle aiutandola a proteggersi dall’attacco dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento e di molte patologie tumorali. Il caratterstico colore rosso del frutto è proprio indice della presenza del licopene, ma anche del betacarotene: stimolante della melanina che favorisce l’abbronzatura. Per finire, il pomodoro ha un’azione rinfrescante, dissetante e diuretica.

Un pomodoro noto in tutto il mondo è il Pomodoro San Marzano, imitato con scarsi risultati, è considerato il “pomodoro per eccellenza” ed è riconosciuto come uno dei massimi artefici del successo della dieta mediterranea. Si narra che il primo seme di San Marzano sia giunto in Italia verso il 1770, come dono del regno di Perù al Regno di Napoli. Da più di due secoli è il simbolo della cucina partenopea ed ingrediente base per i suoi piatti tipici; il sugo che si ottiene resta piacevolmente invischiato alla pasta. 


Dal mese di novembre, l’Italia può fregiarsi di un nuovo prodotto DOP: il Pomodorino del Piennolo Vesuviano. Quando fu presentata la richiesta di registrazione della denominazione “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop”, il ministro delle politiche agricole e forestali Luca Zaia commentò: “Il pomodorino del Piennolo del Vesuvio, si lega indissolubilmente al territorio della provincia di Napoli, dove da secoli questo tipico prodotto campano si coltiva  con le stesse tecniche colturali, eseguite quasi interamente a mano e tramandate negli anni da padre in figlio”.
Detto pomodorino rappresenta una delle produzioni più antiche e tipiche dell’area vesuviana. Le prime testimonanze documentate e tecnicamente dettagliate risalgono alle pubblicazioni della Regia Scuola Superiore di Agricoltura di Portici nel 1885; anche l’usanza di riprodurli nel presepe la dice lunga sull’antichità del prodotto. Esso viene coltivato nel Parco Nazionale del Vesuvio, su piccoli appezzamenti di terreni impervi situati tra i 150 ed i 450 metri sul livello del mare. In assenza di irrigazione, trae i massimi benefici dal terreno vulcanico e da un sole quanto mai generoso: le colate laviche stratificate nei secoli si sono trasformate in terreni scuri, sabbiosi e fertili, ricchi di potassio, zolfo, fosforo e calcio. Nell’immaginario locale, il marcato colore rosso delle bacche, sono un regalo del sole e del Vesuvio perchè le radici attingono nutrimento dalla stessa lava del vulcano. I frutti sono di forma ovale allungata, lievemente a pera o a cuore e presentano un piccolo pizzo all’estremità inferiore. I pomodorini del vesuvio sono detti “piennoli” (pendoli) sia per la tradizione tecnica di raccoglierli a grappoli che per il fatto che vengono conservati appesi alle pareti o alle soffitte, in locali asciutti e ventilati. 
Quello che vedete qui in basso è “piennolo” che ho fuori al balcone di casa mia

La buccia è spessa, la polpa è soda e compatta dal sapore piacevolmente dolce e sapido (grazie alla concentrazione di zuccheri e sali minerali) ma nche leggermente amaro ed a basso contenuto di acqua. La conservazione viene effettuata, come già accennato, secondo l’antica tradizione dei contadini vesuviani, in “piennoli”: grappoli, detti “schiocche”, raccolti tra luglio e agosto prima della loro completa maturazione e sistemati su di un filo di canapa legato a cerchio (che ha la funzione di assorbire l’umidità all’interno), dove appassiranno leggermente ma conservandosi freschi per tutto l’inverno. 
Su youtube ho trovato un video fantastico che è più esplicativo di mille parole: vi basterà cliccare qui per vederlo.

Forse vi starete chiedendo come sia possibile che si conservi così a lungo: La tecnica di raccolta in grappoli, belli e decorativi a vedersi, oltre ad offrire la possibilità di attingere singoli pomodorini garantisce una lunga conservazione dovuta anche al fatto che le piante sono coltivate “in asciutta” e, la buccia piuttosto spessa ne limita la disidratazione. Non fatevi ingannare dall’aspetto un pò raggrinzito: il sapore ed il profumo diventano più intensi col passare del tempo (man mano che i pomodori asciugano e la concentrazione aumenta).

Il Pomodorino del Piennolo vi stregherà al primo “incontro”: è saporito, di breve cottura e rilascia poca acqua; da sempre ha costituito il veloce spuntino di mezza mattinata dei contadini nei campi: un pomodoro “schiattato” (schiacciato) sul pane, un filo d’olio, sale e basilico; si presta sia alla cucina di mare che a quella di terra; è straordinario nella cucina di piatti veloci (napoletani e non) come la pizzaiola (cliccate qui), spaghetti alle vongole fujute (cliccate qui), preparazioni con il pesce, bruschette…….Pur non essendo utilizzato dai pizzaioli napoletani a causa del costo elevato (dovuto: alla bassa resa, al metodo di coltivazione ed alla lavorazione post-raccolta che richiede una grossa disponibilità di mano d’opera) sappiate che regala alla pizza un sapore straordinario e, mangiato da solo su di un pezzo di pane vi evocherà ricordi di mare……. di terra ….. di Napoli!

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3 Commenti a “Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP”

  • Anonymous scrive:

    SIIIIIIIIIIIIIIIII é lo stesso procedimento dei pomodori invernali della puglia,, mamma mia guardando il video mi ricorda i miei parenti quando facevano questi grappoli di pomodori appesi ESATTAMENTE COME SI VEDE NEL FILM, solo che da noi sono pomodori gialli con la buccia molto resistente e soda, poca acqua pure e molta polpa…ma sono solo gialli NON si fanno rossi e si apprestano per cuocerli solo per pochi minuti, oppure da strofinare sulle friselle facendo uscire fuori i semi del pomodoro stesso e conditi con sale e olio di oliva e origano secco, nah bontà….ma anche sulle fette di pane non é da meno eh….tra la PUGLIA e Napoli cambia solo la varietà dei pomodorini da noi sono gialli e da voi sono rossi e cresciuti sul vesuvio….faro le foto e le metto poi sul mio forum cosi poi vedete pure voi!!!
    GRAZIE MICETTA MIA DELLE BELLE STORIE CHE RACCONTI, TI ASCOLTO MOLTO ATTENTAMENTEEEEEEEEEEEE, ciao Anna

  • miciovolante scrive:

    SIIIIIIIIIIIII……. INFATTI!!E' sicuramente noto a voi tutte il famoso vulcano del "Tavoliere delle puglie"…… noto anche come "Vesuvio" ;-)

  • chabb scrive:

    W il pomodoroooooooooo!!!!!!!!!!!!!!

Ciao micilli!!
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