PostHeaderIcon “Maccaturi” ai sapori di Paestum della Sig.ra Laura

"Maccaturi" ai sapori di Paestum della Sig.ra Laura

Vi state chiedendo: “dov’è Paestum?” oppure: “cosa è Paestum?” E’ uno dei siti archeologoci più importanti al mondo, si trova a Salerno (in Campania) dove c’è un bel mare (quasi dappertutto) e si mangiano le vere mozzarelle Campane ed i suoi squisitissimi derivati. Se vi fà pacere conoscere qualcosa in più di questo splendido posto, leggete l’articolo che ho copiato da “Paestum: l’arte e la storia tra le mura” e che riporto qui di seguito, altrimenti…… passate alla ricetta!

Situata su di una vasta pianura, Paestum si presenta come uno fra i siti più affascinanti del patrimonio artistico Cilentano ed i suoi templi sono fra quelli al mondo meglio conservati.

La città fu fondata dai greci intorno al 600 a.C. e chiamata Poseidonia, perché dedicata a Poseidone, dio del mare.

Nel 400 a.C. fu occupata dai Lucani, popolazione italica. La dominazione lucana durò fino al 273 a.C., anno in cui la città divenne una colonia romana col nome latino di Paestum.

La fine dell’Impero Romano coincide con la fine della città; infatti intorno al 500 d.C., a causa dell’insabbiamento alle foci dei fiumi che scorrevano nella pianura, si aggravarono le condizioni di insalubrità del territorio e per tanto la popolazione gradualmente abbandonò la città.
Tra gli edifici più importanti merita di essere menzionata la Basilica.
Costruita intorno al 550 a.C. è il più antico dei templi di Paestum.
L’edificio, in stile dorico arcaico, è stato chiamato erroneamente “Basilica”, poichè per gli antichi il termine indicava un edificio civile. In realtà si tratta di un Tempio arcaico dedicato ad Hera (Giunone), venerata come dea della fecondità e della maternità.
Va ricordato il Tempio di Poseidone edificato intorno al 450 a.C.Il suo stile è simile a quello del Partenone, cioè al dorico classico.La cella del Tempio era divisa da due file di colonne in tre navate ed i tetti erano formati da travature di legno e tegole di terracotta.

Percorrendo la Via Sacra (lunga dodici chilometri) si giunge al Foro, grande piazza, circondata da portici, monumenti ed edifici di grande importanza per la vita pubblica e commerciale della città. Questo Foro fu probabilmente costruito dai Romani sul luogo stesso della vecchia agorà (che era il Foro della città greca); su di esso si aprivano botteghe e larari (piccoli templi consacrati alle divinità protettrici della città).

Piccolo ma prezioso è poi il Tempio Italico edificato in epoca romana intorno al 200 a.C. Si ritiene che fosse dedicato alla Triade Capitolina, cioè a Giove, Giunone e Minerva.
Notevoli sono inoltre il Teatro Greco, a forma semicircolare, l’Anfiteatro di origine prettamente romana e il Ginnasio (palestra) con una grande piscina al centro, usata per gare notatorie.
Nel punto più alto della città sorge infine il Tempio di Cerere, risalente al 500 a.C., che in realtà è dedicato non a Cerere ma ad Atena, dea della saggezza e delle arti. Esso è molto interessante perché costruito in due stili differenti: dorico arcaico e ionico. L’edificio fu trasformato poi in chiesa cristiana nei primi secoli del medioevo.
A Paestum inoltre è stato rinvenuto un importante reperto: una tomba completamente affrescata che per la prima volta ha posto gli archeologi di fronte a pitture greche databili tra il 480 e il 470 a.C.
Si tratta della Tomba del Tuffatore sulla cui lastra di copertura è raffigurato un tuffatore nudo che si lancia, dall’alto di un trampolino, in uno specchio d’acqua azzurrina.

Simbolo questo del passaggio dalla vita alla morte, dal mondo mortale a quello dell’immortalità.
Del resto anche i superbi templi di Paestum, pur essendo dedicati alla divinità, hanno come protagonista l’uomo stesso visto come tipo ideale e perfetto, non come individuo mortale.
RICETTA

Come alcune di voi sanno, ho affittato per un anno intero una casa proprio a Paestum (località Capaccio). La padrona di casa, mi ha fatto dono di questa ricetta che vado a presentarvi e che, a mio parere, è un’ottima alternativa ai soliti cannelloni o alla lasagna. Se avrete, inoltre, l’astuzia di preparare il giorno prima le crespelle, vedrete che è una ricetta, oltre che gustosa, anche piuttosto veloce e di sicuro effetto.  Come è noto, Paestum è “la patria” dei latticini e derivati, per cui questa ricetta risulta essere il non plus ultra se preparata con i prodotti del luogo. Mi rendo conto, però, che la cosa potrebbe risultare difficoltosa ai più, procurate almeno di utilizzare ingredienti di altissima qualità (pelata compresa) e di adoperare assolutamente ricotta e mozzarella di bufala.

INGREDIENTI per 6/8 persone

circa 18 crepes (non spesse)

1/2 Kg di ricotta di bufala

1/2 Kg di mozzarella di bufala (a dadini piccoli)

100 gr di prosciutto cotto in fette e poi sminuzzato

molto parmigiano grattugiato

1 Kg di pelati

Se volete fare il sugo con le bracioline: 8 fettine sottilissime di girello di vitello, molto prezzemolo e aglio tritato, scaglie di parmigiano, pepe.

PROCEDIMENTO

Preparate le crepes (potete prepararle anche il giorno prima e tenerle in frigorifero coperte fino a quando ve ne servirete; ma sappiate che le crepe possono addirittura essere congelate interponendo tra l’una e l’altra della pellicola alimentare).

Se volete preparare un sugo semplice, soffriggete nell’olio il peperoncino, l’aglio ed il prezzemolo tritato. Aggiungete i pelati a lasciate cuocere per circa 1/2 ora- io un’oretta scarsa-   (sarà comunque pronto quando l’olio salirà a galla).

Se invece volete fare un sugo decisamente più saporito: preparate delle braciolette, riempendo le fettine di carne con un trito di aglio e prezzemolo, scaglie di parmigiano e pepe. Arrotolate e infilzate con uno stuzzica denti. Procedete soffriggendo in olio aglio e  prezzemolo tritato, peperoncino e bracioline. Aggiungete i pelati e cuocete come descritto sopra.

Mentre cuoce il sugo, preparate i “maccaturi” (fazzoletti) ripieni.

Con una forchetta, mischiate in una ciotola il ripieno: ricotta, mozzarella, parmigiano grattugiato e prosciutto cotto.

Adagiate sulla metà di ogni crepe circa un cucchiaio della miscela preparata e richiudete a fazzoletto (“maccaturo”) dando una leggera pressione ai bordi.

Preparate la teglia distribuendo sul fondo un po’ di sugo; adagiate la prima crepe appoggiandola lievemente al bordo della teglia con la chiusura in basso. Procedete adagiando le crepe in modo tale da sovrapporre la quella successiva a coprire il bordo di quella precedente.

Spolverate con parmigiano grattugiato, ricoprite bene col sugo

purtroppo ho dimenticato di fare la foto dopo la cottura e soprattutto manca la foto della lasagnera grande….. sigh!!

e infornate a 180° per circa 30′ (dovrà fare una leggera crosticina in superficie).

P.S.: le crepes si prestano ad essere congelate perciò potete prepararle quando ne avete voglia e tenerle pronte nel congelatore per utilizzarle in dessert o preparazioni salate. Congelatele impilate, in un sacchetto feezer, frapponendo un foglio di pellicola o di carta da forno tra l’una e l’altra (si conservano per 3 mesi). Per scongelarle, passatele in frigorifero oppure a temperatura ambiente. Un’altra cosa comoda è congelare la pirofila (vanno bene anche quelle di stagnola) già pronta per essere infornata e, quando volete cuocere, basterà lasciare scogelare per alcune ore (forse una mezza giornata) e poi infornare per 20-25 minuti; in alternativa si può infornare senza scongelare, ma il tempo di cottura raddoppierà. Se invece volete preparare la classica crepe farcita con nutella o marmellata, una volta scongelata, scaldatela direttamente sul testo oppure su di una padella antiaderente.

Perle di saggezza partenopea: “Guallere e ppazze, venono ‘e razza…” (Ernie e pazzia sono ereditarie “di razza” – non possono essere eluse).
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7 Commenti a ““Maccaturi” ai sapori di Paestum della Sig.ra Laura”

  • susanna.f22 scrive:

    splendida la tua descrizione della zona, e fantastica la ricetta! anche io ci sono stata in quella zona, una settimana solamente (purtroppo) per un tour tra il paestum, agropoli, napoli, capri, la costiera amalfitana, pompei ed ercolano, davvero dei posti meravigliosi! queste crepes devono essere favolose, complimenti davvero….

  • admin scrive:

    Oddio…….. una settimana per tutti quei posti? Hai visitato luoghi così ricchi di storia e di arte che non basta mai tempo per visitarli come si vorrebbe, ma è già bello averli visti, vero?? ;-) Grazie per i complimenti ed a presto rileggerti…

  • Barbara scrive:

    Splendida ricetta e splendide le foto di Paestum, grazie!

  • elisabetta scrive:

    Ciao carissima, spero tanto che questo commento parta!!! è tanto tempo che non riesco più a commentare nel tuo sito… che bella ricetta!!! questo è quel che si dice mangiare bene!! baci ELY

  • admin scrive:

    Ely………… mamma mia, quanto mi mancate!! Non riesco a fare proprio nulla….. Anch’io un paio di volte ho cercato di commentare da te ma non m veniva pubblicato. Per non perdere molto tempo ho dovuto rinunciare……. La ricetta è davvero squisita, se ne hai l’opportunità provala ;-)
    Bacioniiiiiiiiiiiiiiiiii………………….

  • roberta scrive:

    che piatto interessante, gustoso e invitante!!!! meraviglioso anche il posto!!!!
    da oggi ti seguo anche io! hai un sito e un blog davvero ben tenuti. bravissima! se ti va, passa a fare una visitina nel mio blog! ti aspetto! baci!

  • admin scrive:

    Roberta, ti ringrazio vivamente per i complimenti e per il sostegno, avrei voluto visitare molto volentieri il tuo blog, ma blogger mi dice che inthekitchenforfun non esiste…… :-(( Se puoi lascia il tuo link, mi fa piacere sbirciare nel tuo blog ;-)

Ciao micilli!!
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