PostHeaderIcon ‘E zeppole ‘e pasta crisciuta (Le zeppole di pasta cresciuta: lievitata)

'E zeppole 'e pasta crisciuta (Le zeppole di pasta cresciuta: lievitata)

Quando vi postai la ricetta delle zeppole di patate, vi raccontai un po’ la storia ed i vari tipi di zeppole esistenti a Napoli; più specificatamente però, nella ricetta dei “ciurilli” vi parlai della splendida “pasta cresciuta” napoletana, descrivendola come una sorta di “aria fritta” nella quale, volendo, ci si possono mettere vari ripieni, dai “cicinielli” (bianchetti) alle melanzane. Finalmente oggi mi sono decisa a postare la ricetta di questa squisitezza… ‘nu sfizio, da esibire come antipasto, in un buffet oppure…… ve le magnate perchè sò buone e basta senza pensarci troppo sopra….. ok??

Le zeppole a Napoli si friggono, in casa, il giorno di Natale con all’interno del baccalà, cavolfiore lesso o alice salata. Essendo piuttosto semplici da preparare, si suole presentarle per il pranzo domenicale (specialmente se si hanno ospiti) con o senza ripieno. Oggi vi mostro quelle senza ripieno.

INGREDIENTI

250 g di farina 00
250g di acqua tiepida
1/2 cubetto di lievito di birra (per lievitazione di 1 – 2 ore) -  2,5 gr (per lievitazione di almeno 6 ore)
5 g di sale

PROCEDIMENTO

Mettete la farina nell’impastatrice ed aggiungete il lievito sciolto in una parte dell’ acqua. Iniziate ad impastare e poi aggiungete il resto dell’acqua impastando con la foglia (velocità 3) per almeno 20′ fino a quando l’impasto prenderà seppure un minimo di consistenza (restando però comunque piuttosto liquido).  Introducete il sale a metà impastamento. Per chi non avesse l’impastatrice, sappiate che l’impasto può essere fatto anche a mano, dovrete, però, armarvi di taaaanta pazienza e buona volontà: dovrete battere energicamente  l’impasto dal basso verso l’alto per almeno mezz’ora….. Certo potreste anche impastare per meno tempo, ma il risultato ne risentirebbe!!

‘a pastetta (la pastella)

Lasciate lievitare, secondo i tempi indicati, scaldate molto bene l’olio di arachidi in una padella profonda e poi prelevate una cucchiaiata di impasto che farete scivolare nell’olio bollente. A questo punto la pasta gonfierà (la famosa “aria fritta” di cui vi parlavo)

e, quando la pallina sarà dorata e croccante, mettetela a sgocciolare su carta assorbente. Salate e mangiatele SUBITO!! Il sapore si diffonde….. la lingua si scotta…. e voi finalmente capirete perchè a Napoli si dice, di chi difetta nel pronunciare la “s”, “ten’  ‘a zeppola mmocca” (ha la zeppola in bocca).

Curiosità partenopee:
LA TAMMURRIATA
tratto da “Le stronzate di Pulcinella

image

In molte zone della Campania è ancora molto in voga e presenta delle varianti a seconda delle zone. Di solito si canta e si balla al suono della tammorra , anche se non di rado viene usata la fisarmonica,  il putipu’ e il sisco , cioe’ una specie di flauto . Coloro che ballano impugnano le castagnelle o nacchere con le quali accompagnano il ritmo cadenzato delle tammorre. I danzatori girano in senso antiorario e i loro gesti hanno un valore quasi sempre simbolico:l’uomo va incontro alla donna la quale si allontana girando (la vutata). Il canto puo’ essere eseguito da uno o piu’ cantatori che si alternano sillabando le varie strofe dei canti . Di solito il canto viene chiamato a fronna o a fronna e limone . Nella vecchia tammurriata non era socialmente accettato un contatto fisico tra i danzatori , ma negli ultimi tempi questa specie di tabu’ è scomparso e si sta correndo il rischio di allontanarsi dalla danza tradizionale e dagli antichi codici contadini . Riassumendo possiamo dire che La tammurriata è un ballo che si esegue necessariamente in coppia, prevede varie fasi: all’inizio i danzatori eseguono dei gesti con i quali si valuta il rapporto con lo spazio ed il rapporto tra i danzatori stessi, dopodiché uno dei due assume un ruolo aggressivo, ricacciato o assecondato dall’altro. Questo momento è seguito da quello sicuramente più frenetico della danza, cioè la cosiddetta ‘votata’ (o rotella): il tamburo batte in uno, il cantatore cadenza su una nota molto prolungata o aggiunge dei versi più brevi ed i danzatori girano su se stessi o tra di loro.
La gestualità somatica che si riscontra nella tammurriata è tutta ritualizzata, cioè qualsiasi gesto che si compie assume un significato simbolico che può essere compreso appieno solo dagli stessi membri di quella comunità di cui la tammurriata esprime l’identità culturale. La tammurriata è il ballo contadino per eccellenza: la maggior parte dei gesti eseguiti sono tratti dal lavoro quotidiano (come ad esempio la simulazione dell’atto del vangare, seminare, etc.) oppure si tratta di gesti di imitazione degli animali, soprattutto gallinacei (il cui significato antropologico è analogo a quello riscontrabile nelle feste della Madonna delle Galline di Pagani, paese del salernitano, e della Madonna Avvocata dei Monti Lattari).
Anche famosi compositori come E.A.Mario e Giuseppe Capaldo sono autori fertili di questo genere musicale.E.A.Mario lancia la sua prima tammurriata di successo nel 1914, con il brano Tammurriata all’antica interpretata da Elvira Donnarumma, per poi ripetersi l’anno dopo con Tammurriatella. Il suo percorso continua con Tammurriata muderna, Tammurriata e ‘na vota, Tammurriata a Serafina, Tammurriata appassiunata, Tammurriata a mmare per definirsi, esattamente trent’anni dopo la sua prima tammurriata di successo, con Tammurriata nera, del 1944, affidata alla genialità della cantante-attrice Vera Nandi. Anche Giuseppe Capaldo è stato un esperto del genere, cogliendo allori con i brani Tammurriata nuvella del 1917, Tammurriata cafona del 1918 e O tamburriello del 1919.
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5 Commenti a “‘E zeppole ‘e pasta crisciuta (Le zeppole di pasta cresciuta: lievitata)”

  • Marcella scrive:

    Ma cke belle le zuppullele!!!!Non possono mai mancare in un antipasto domenicale! Ottime anche nella versione con l’ever’ ‘e mare (le alghe)
    Saluti
    Marcella

  • patrizia scrive:

    Che buone!!!bacioni

  • admin scrive:

    sìììììììììììììììì…………… ottime con le alghe di mare…… ma purtroppo oggi non si può più…… :-((

  • chabb scrive:

    Amo’ ma quante cose ci insegni della tua tradizione, mi sa che mi piacciono queste zeppole, ma che sarà che non me piace a me !!! un bacione e un abbraccio forte forte!!

  • admin scrive:

    weeeeeeeeeee………………. s-chabott, ma che bello leggerti…… ti/vi pensavo e mi dicevo….. non mi amano più!! Ed eccoti qua…. ti amooooooooooooooo…………….

Ciao micilli!!
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