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PostHeaderIcon Il filetto di spigola che si credeva una scaloppa…

Il filetto di spigola che si credeva una scaloppa...

qui ci ho messo una fettina di capicollo perchè era ciò che avevo in casa, ma col prosciutto crudo ha un gusto più delicato ed inoltre si affetta più facimente

I medici ci raccomandano sempre di mangiare pesce almeno tre volte la settimana…. Che seccatura però cucinarlo, vero?

Eccovi un suggerimento utile: compratelo surgelato, e quindi già pulito, in filetti. In questo modo cuocerà velocemente e vi consentirà di preparalo ogni qualvolta ne avrete desiderio. I vostri cari, inoltre, specie se bambini, non si lamenteranno più per le spine.

Oggi vi presento questo delizioso piatto che, più che altro, vuole essere un’idea ed un aiuto a chi volesse o dovesse preparare ilpesce in poco tempo.

INGREDIENTI

filetti di spigola (o altro pesce che non abbia le carni molli)

fettine di prosciutto crudo

foglioline di salvia

vino bianco

PROCEDIMENTO

Preparate i filetti come se fossero scaloppine alla romana fermando con uno stuzzicadenti una fettina di prosciutto ed una fogliolina di salvia su ogni filetto.

Rosolate in padella i vostri filetti di pesce su ambo i lati spolverizzandoli con un po’ di pepe.

Sfumate con del vino bianco e servite.

PostHeaderIcon ‘O purp a ‘nzalata (Il polpo all’insalata)

'O purp a 'nzalata (Il polpo all'insalata)

Il polpo è ricco di sali minerali, quali sodio, calcio, fosforo, magnesio e vitamina A, ha un buon tenore in proteine e pochissimi grassi: 72 mg di colesterolo per 100 grammi di parte edibile. Quindi molte ottime qualità che lo rendono particolarmente idoneo per una sana alimentazione.

Dosi per persona: 250 gr di prodotto fresco.

In occasione della ricetta del polpo alla luciana vi ho detto come riconoscere il polpo verace, oggi vi suggerisco di utilizzare polpi surgelati…. Se lo avete comprato fresco, sciacquatelo bene sotto l’acqua corrente, mettetelo in una busta per alimenti e congelatelo per due giorni: ciò permetterà alle fibre di distendersi.

Scegliete pezzature che vanno da 1 Kg a 2 Kg, tenendo presente che, per ogni chilo, occorrono 30’/40′ di cottura nella pentola normale e 15’/20′ nella pentola a pressione da quando incomincia il sibilo (sarà cotto quando è possibile trapassarlo senza difficoltà con uno stecchino di legno).

Se il polpo è fresco…. fatevelo pulire!!! Altrimenti eliminate le interiora dalla sacca, incidete all’altezza degli occhi per tagliarli via con un grosso coltello affilato ed eliminate anche il dente centrale.

Sino ad oggi ho cotto il polpo portando ad ebollizione una pentola piena d’acqua e, tenendolo per la testa, lo calavo e lo alzavo dall’acqua per far arricciare i tentacoli. Poi lasciavo cadere il polpo nell’acqua bollente aromatizzata col vino (condita con pepe e poco sale) e lo portavo a cottura.

Oggi ho scoperto un nuovo metodo di cottura e devo dire che, anche se i tentacoli non si arricciano, il sapore è di gran lunga migliore.

Si tratta di cuocere il polpo senza aggiunta di acqua….. Ora io mi domando e dico, ma come ho fatto a non pensarci prima? Nessuno sa meglio di una napoletana DOC che ‘O purpo se coce dint‘a ll’acqua soja!! (Il polpo si cuoce nella sua stessa acqua!!).

Cottura in pentola a pressione: se possedete un polpo congelato non è strettamente necessario scongelarlo, ma se volete portarlo a temperatura ambiente, fatelo senza forzature: tiratelo fuori dal freezer, passatelo nel frigorifero e lasciate che disgeli lentamente fino al giorno successivo.

Mettete il vostro polpo nella “temutissima” ma provvidenziale pentola a pressione con l’acqua che si porta appresso (se proprio non vi fidate aggiungete qualche cucchiaio di acqua), un pizzico di sale (occhio che l’animale è già saporito di suo) ed un po’ di pepe.

Portate la pentola a pressione tenendo la fiamma allegra. Raggiunto il giusto punto di calore la pentola vi avviserà con il caratteristico “fischio”. Abbassate a fiamma medio-bassa e lasciate che cuocia per 15’/20′ agitando di tanto in tanto (per polpi da 300 gr basteranno 10′).

Spegnete la fiamma e lasciate raffreddare la pentola sino a quando sarà giunto il momento di aprirla. Lasciate assolutamente raffreddare il polpo nella pentola col suo liquido di cottura: è questo il vero segreto per cucinare un polpo saporito e morbido come al ristorante, il polpo deve riappropriarsi dei liquidi persi in cottura (c’è gente che lo lascia raffreddare così anche per 10-12 ore).

Un altro trucco che non ho ancora sperimentato, ma che mi è stato caldamente raccomandato, è quello di far raffreddare il polpo facendo cambiare l’acqua che c’è nella pentola in maniera progressiva, mettendo la pentola sotto un rubinetto con l’acqua che scorre fino a quando tutta l’acqua sarà diventata fredda. La motivazione di questa procedura, sarebbe quella di evitare il completo spellamento del polpo che risulterebbe davvero bruttino a vedersi oltre che meno saporito al palato.

Se vi piace l’idea di accompagnare il polpo alle patate (e/o fagiolini), fatele lessare, già pelate, nell’acqua di cottura del polpo, oppure cuocete tutto insieme tagliando le patate a pezzi non piccoli.

Se non possedete la pentola a pressione il metodo di cottura è sempre lo stesso, ovviamente il tempo di cottura raddoppierà.

Una volta cotto e raffreddato, tagliate il polpo a tocchetti e conditelo con olio, prezzemolo tritato, aglio a fettine sottili, sale q.b. e pepe (al nord amano aggiungere anche del sedano tagliato a rondelle e qualche sua fogliolina tenera). Lasciate insaporire per 2-3 ore prima di servirlo.

Servitelo su un letto di rucola contornato con spicchi di limone.

In alternativa, preparate un pesto senza formaggio e conditevi il vostro cefalopode.

Consiglio di berci sopra un fresco Fiano di Avellino

 P.S.:  Se non avete intenzione di consumarlo tutto subito, è possibile conservarne la parte che non utilizzate anche per  3-4 giorni.
Mettete il polpo rimasto in un contenitore di plastica o di vetro con dell’acqua, un pizzico di sale, un limone tagliato a metà e l’altra metà  premuta.  Quando volete consumarlo, tirate su il polpo, risciacquatelo e servitelo all’insalata.

 Curiosità

In Sardegna si fa così: si porta a bollore l’acqua salata in una grossa pentola. Si lega l’animale al collo (come se voleste impiccarlo) e lo si immerge nell’acqua bollente per 2′, poi lo si solleva completamente e si ripete questa operazione per tre volte fino a quando il polpo avrà assunto un bel colore rosso.

A questo punto, lo si immerge per l’ultima volta, si incoperchia e si spegne il fuoco.

Quando l’acqua sarà fredda, il polpo sarà tenero e pronto ad essere mangiato.

Se  qualcuno di voi avesse già provato questo metodo ci farebbe piacere conoscerne la riuscita.

Un saluto dal vostro micio con affetto.

PostHeaderIcon Polpette e tartine/bruschette di tonno

Polpette e tartine/bruschette di tonno

INGREDIENTI

150 gr di tonno in scatola sgocciolato

150 gr di ricotta (meglio se il tipo un po’ “asciutto”)

1 fetta di pancarré (oppure 3-4 cucchiai di pangrattato)

pangrattato per la panatura (oppure pane raffermo tostato con aglio e olio e poi tritato al mixer)

prezzemolo tritato q.b.

aglio liofilizzato (la punta di un cucchiaino)

un pochino di grana grattugiato e pepe macinato al momento (oppure peperoncino)

olio di semi di arachidi

PROCEDIMENTO

Ammorbidite il pane con il latte e poi strizzatelo.

In un mixer frullate: tonno, ricotta, grana, prezzemolo e pangrattato. Dovreste ottenere un composto che rimane più o meno compatto, che consenta di formare delle morbide polpettine. Se l’impasto risultasse troppo compatto aggiungete poco latte, se invece fosse troppo molle inseritevi altro pangrattato e/o grana grattugiato.

Prendete, con le mani bagnate, piccoli pezzi di impasto e formate delle piccole polpettine.

Passatele nell’uovo e nel pangrattato.

Friggetele in olio di semi di arachidi avendo cura di sollevarle non appena saranno dorate (altrimenti si crepano). Mettetele ad asciugare sulla carta assorbente.

Per una versione più light, lasciate l’impasto un po’ più umido e ad insaporire per un po’ nel frigo. Cuocetele in forno 10′ per lato a 250°, fino a doratura, oppure al microonde nell’apposita teglia. Sono forse anche più buone il giorno dopo 😉

VARIANTI:

  1. Fatele senza ricotta, ma aggiungete 1 uovo all’impasto.
  2. Mantenendo l’impasto con la ricotta un po’ morbido (100 g di ricotta, 200 tonno sgocciolato e schiacciato, poco formaggio grana, un bel pizzico di prezzemolo tritato, pepe o peperoncino a piacere), formate le polpettine e poi passatele nel prezzemolo tritato (invece del pangrattato), otterrete un aperitivo di vero effetto.

3. Spalmate il composto alla ricotta su tartine o piccole bruschette.

Note: potete tranquillamente congelare le polpette, già formate e non cotte, per quando ne avrete bisogno.

PostHeaderIcon Farfalle in crema di scampi

Farfalle in crema di scampi

Una ricetta di B. Parodi, riveduta e corretta dal micio 😉

INGREDIENTI per 3 persone

1 kg di scampi grandi (anche surgelati)

1/2 bicchiere di brandy

2 cucchiai di passata di pomodoro

qualche foglia di basilico

300 gr di farfalle

40 gr di burro

olio evo q.b.

una cipolla bianca non troppo grande

PROCEDIMENTO

Se avete optato per gli scampi surgelati, metteteli a scongelare ma conservate l’acqua di scongelazione. Sgusciateli tutti conservandone tre per decorazione. Mettete a lessare la pasta. Schiacciate le teste degli scampi conservandone il succo nel recipiente dove sono gli scampi sgusciati (aggiungete anche l’acqua di scongelazione). In una grossa padella sciogliete il burro con un filo di olio, unite la cipolla tritata e lasciate che appassisca a fuoco medio-basso.

Una volta appassita la cipolla, sfumate con il brandy, aggiungete le code degli scampi sgusciati, 2 cucchiai di passata di pomodoro, qualche foglia di basilico ed il sale.

Mentre il sughetto cuoce  sbollentate, nell’acqua della pasta, per un paio di minuti gli scampi che vi serviranno da decoro e poi teneteli in caldo.

Spegnete il fuoco sotto la padella e frullate al mixer il sughetto di scampi, ottenendo così una sorta di crema. Mantecate, in padella, le farfalle al dente con la crema e, se occorresse, aggiungete ancora una noce di burro.

Impiattate velocemente adagiando in ogni piatto lo scampo intero tenuto da parte e decorando con foglioline di basilico.

Ciao micilli!!
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