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PostHeaderIcon Gattò di patate e melanzane

Gattò di patate e melanzane

La ricetta sembra che sia di Anna Moroni: è molto simile al gattò napoletano ma con l’aggiunta di melanzane fritte. Non so se la ricetta sia fedele all’originale, ma credo che comunque possiate fidarvi della mia esperienza sul gattò. Il risultato sarà un piatto molto saporito che ben si presta ad essere servito nelle più svariate occasioni.

INGREDIENTI

1 kg di patate lessate e schiacciate

 

1 melanzana grande tonda violetta (1/2 Kg ca) ma vanno bene anche quelle lunghe (le melanzane si possono mettere a bagno nel latte per renderle più dolci);

 

4 uova di cui 2 sode

150 gr di caciocavallo ( parmigiano oppure provolone dolce) grattugiato

150 gr di primosale ( provola oppure scamorza affumicate) a fettine sottilissime o tritata

farina, pangrattato e prezzemolo q.b.

PROCEDIMENTO

Mondate, lavate le melanzane e tagliatele, senza pelarle, a cubetti di 3 cm per lato. Mettetele a bagno in 3/4 di latte (sembra che sia un metodo alternativo al metterle sotto sale per renderle più dolci), strizzatele, passatele nella farina e friggetele in olio alto per 5′ ca, dopo aver eliminato la farina in eccesso. Lasciatele asciugare sulla carta assorbente. Lessate le patate, pelatele e poi schiacciatele riducendole in purea. Aggiungete al composto di patate: sale, 2 uova battute, prezzemolo e formaggio grattato;  amalgamate il tutto molto bene con le mani. Imburrate una teglia, cospargetela di pangrattato e stendete metà del composto di patate comprimendo un po’ con le mani per ottenere uno strato uniforme. Affettate le uova sode e distribuitele nella teglia sopra il composto di patate; aggiungete una metà del formaggio a fette e distribuitevi sopra uno strato di melanzane fritte. Formate ancora uno strato di formaggio a fettine e sigillate il tutto con il restante composto di patate. Cospargete un filino d’olio ed un po’ di pangrattato sulla superficie ed infornate a 200° ca per 30/40′  fino a formare una bella crosticina dorata.


Modi di dire partenopei: Acchiapp a Pepp = acchiappa (cioè prendi) a Peppe (Giuseppe) la presenza di due elisioni conferisce all’ espressione una pronuncia regolare. Tale detto è usato per indicare un fatto/ evento particolarmente singolare che deve essere preso al balzo.

PostHeaderIcon Torta salata di sfoglia con patate e wurstel

Torta salata di sfoglia con patate e wurstel

Per unavolta la foto rende giustizia al piatto….

Una volta confezionata la finta sfoglia, ho voluto realizzare questa torta salata che avevo in programmazione da tempo ormai indefinito. La ricetta l’avevo vista fare alla Moroni, ma ultimamente la vedo impazzare nel web: c’è chi ci mette le patate lesse, chi la rende simile ad uno strudel…… Fatto sta che la fusione di sapori è veramente unica.

INGREDIENTI

4 patate medie

una noce di burro

2-3 cucchiai di parmigiano grattugiato

latte q.b.

sale e pepe q.b.

3 wurstel grandi

250 gr di mozzarella

origano q.b.

PROCEDIMENTO

Preparate il purè, lessando le patate con tutta la buccia (saranno cotte quando si riuscirà ad infilzarle agevolmente ed in profondità con una forchetta). Schiacciate le patate con l’apposito attrezzo e rimettetele sul fuoco, unendo una noce di burro, un po’  di sale, 2 cucchiai di parmigiano ed un po’ di latte sino a rendere il tutto di giusta consistenza e mescolando bene per ottenere un composto senza grumi. Aggiungete al purè i wurstel tagliati a dadini ed anche un po’ di sale e pepe.

Stendete la sfoglia ad uno spessore di 2-3 mm e bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta. Stendete metà del composto preparato sul fondo, ricoprite con la mozzarella e poi stendete  un’altro strato di purè. Chiudete con un disco di pasta sfoglia cercando di sigillare i bordi. Bucherellate la superficie, pennellate con latte, spolverizzate con il pepe ed un po’di origano.

Cuocete a 180° per 30′ o comunque fino a doratura avvenuta.

L’ho servita con pomodori datterini tagliati a metà e conditi con sale, olio, pepe e pinoli.

Perle di saggezza partenopea: “Chi cchiù spenne, meno spenne” (Chi più spende, meno spende). Non è una contraddizione come sembra, perchè è risaputo che la merce più costosa è migliore di quella meno cara; sarà perciò probabilmente più duratura e non si avrà bisogno di riacquistarla spendendo degli altri soldi.

PostHeaderIcon La finta sfoglia….. miracolo!

purtroppo questa schifezza di foto non rende giustizia alla sfogliatura, anche se in realtà la sfoglia l’ho preparata per una torta salata che vi posterò subito dopo questo articolo. Magari andate a guardare la foto della torta salata per avere un’idea della qualità della sfoglia.

Non avrei mai creduto che un giorno avrei fatto la pasta sfoglia….. anzi me lo sono proibito categoricamente per lungo tempo perchè è un lavoraccio che secondo e non vale la pena fare. Un giorno, invece, miracolo: mi sono imbattuta, nel blog di Adriano, in questa ricetta che mi ha davvero incuriosito per la sua semplicità e per il fatto che ha il pregio di “alleggerire” un po’ questa preparazione.

INGREDIENTI

250 farina 00

250 g di formaggio spalmabile tipo philadelphia o quark

160 g di burro morbido ma freddo

6 g di sale

PROCEDIMENTO

Setacciate la farina con il sale, aggiungete il formaggio ed il burro a pezzetti e mescolate utilizzando una forchetta oppure il taglio di una spatola rigida fino ad ottenere un briciolame più o meno regolare. Avvolgete le briciole nella pellicola ed, aiutandovi con essa, compattate formando un rettangolo alto meno di un dito e che abbia un lato lungo il doppio dell’altro.

Mettete il composto in frigorifero fino al giorno seguente (12 ore). Mettete la pasta sulla spianatoia leggermente infarinata e stendetela un pochino col matterello per allungare il rettangolo e dare una piega a portafoglio sovrapponendo i due lati più corti.

Mettete il composto, così piegato, in frigorifero per almeno 30′. Ripetete questa operazione di stendere, piegare e mettere in frigo per altre 2 volte. All’inizio il composto sarà granuloso,

ma al 3° giro si uniformerà.

La pasta può essere congelata e poi riportata a temperatura passandola prima in frigo; oppure potete congelarla già stesa tra due fogli di carta da forno ed arrotolata, in questo caso basteranno 10′ ca a temperatura ambiente per poi poterla infornare. Oppure può essere conservata in frigo per 2 gg. Questa pasta dà il meglio di se con piccole pezzature ma è sicuramente meglio di una brisè o di una sfoglia normale per torte salate.

Qualche suggerimento per il suo utilizzo:  stendete la pasta sottile

2-3 mm, poi mettetela in frigo per 15′ ca, pennellate con tuorlo d’uovo sciolto con un cucchiaio di latte e cospargete di parmigiano, semi di sesamo e/o di papavero (ma anche origano, rosmarino, pepe…) e tagliate a losanghe oppure a strisce larghe 1 cm., lunghe come più vi piace e poi, tenendole per le estremità, ruotatele a formare delle spirali.  Mettete in freezer 5′ e poi in forno a 190° fino a doratura (dai 6′ ai 12′). Oppure fate dei cornetti con una crema alla napoletana: lavorate ricotta , parmigiano, sale, pepe, salame e formaggio piccante. I pezzettini piccoli cuoceranno a 200° per 18′ ca.

I ritagli di sfoglia che vi avanzano, NON reimpastateli, ma sovrapponeteli e poi stendete col matterello.

P.S.: se vi piacciono queste ricette torte scrivetemi una email

Perle di saggezza partenopea: “Cchiù nera d’ ‘a mezanotte nun po’ venì”. (Più nera della mezza notte non può venire). Il detto ci dice che per quanto “nera” sia la giornata non potrà mai essere più buia di quanto non sia la mezzanotte. E’ un modo come un’altro per dire che “peggio di così non poteva andare”, perciò il peggio è passato.

PostHeaderIcon Il babà rustico di zia Bubba ed il mio nuovo “aiutante” in cucina

Il babà rustico di zia Bubba ed il mio nuovo "aiutante" in cucina

Uno strano nome “Bubba”, vero? Zia Bubba in realtà era una zia di mio marito che ho imparato ad amare ed ho amato con tutto il mio cuore. Per tutta la sua vita si è presa cura dei nipoti, dei pronipoti…. nonchè delle mogli dei nipoti. I bambini la chiamavano “Bubba” semplicemente perchè era più semplice da pronunziare rispetto al suo vero nome. Chiedo scusa per questa “parentesi” che potrà sembrarvi non attinente al tema del blog ma che per me è indispensabile per soddisfare la mia necessità di ricordarla ed anche perchè questa “insostituibile” zia si è presa cura di tutta la famiglia da un punto di vista pratico ma anche affettivo coccolandoci anche con la preparazione di numerosi piatti tra cui quello che vado a descrivervi.

Prima di tutto voglio presentarvi il mio nuovo aiuto in cucina. Il mio vecchio robot ha esalato l’ultimo respiro mentre confezionavo il mio amato danubio, e così……. (hihihihihi..) ECCOLOOOOOOOOOOOO..

finalmente "l'adorato" è in mio possesso

Ora che mi sono “sfogata” passiamo alla ricetta 😉

Ingredienti

1/2 kg di farina

250 gr di latte

100 gr burro

3 uova

1 cubetto di lievito

1 cucchiaio raso di sale

1 cucchiaio di zucchero

100 parmigiano grattato

200 gr di provoletta affumicata (o altro)

200 gr di prosciutto cotto ( o salame)

Procedimento

scaldate il latte con il burro, aggiungetevi il lievito, la farina, e tutti gli altri ingredienti. Impastate ed aggiungete la dadolata di salumi. L’impasto si presenterà molliccio. Imburrate uno stampo per babà, versatevi il composto e lasciate lievitare fino al raddoppio (circa 1,5 ore). Infornate a 180° per 1 ora circa (fate la “prova stecchino”).

eccolo dopo sformato

Perle di saggezza partenopea: “Ogni legne tene ‘o fumme suoie”.
Ciascun tipo di legno produce fumo con proprie caratteristiche. Ciò ad indicare che non siamo tutti uguali.
Ciao micilli!!
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Questo blog di cucina nasce dalla mia passione per essa, dall’esigenza di mettere in ordine nel mio “bagaglio” ricette e….. perchè no, dalla speranza che qualcuno, nello sfogliare queste pagine, smetta di digiunare e cominci ad aver voglia di assaggiare…….. sentire i profumi…. aver voglia di provare……anche soltanto di cucinare per chi amiamo. A questo scopo, nelle ricette del mio blog, troverete risposta a molte di quelle domande che spesso ci poniamo quando ci adoperiamo in cucina, soprattutto agli inizi. Il cibo ci fa star bene, ci fa socializzare: cosa c’è di più bello del riunirsi attorno ad un tavolo con amici o parenti, magari con un buon bicchierozzo di vino, e deliziarsi con cibi genuini godendo della compagnia di chi ci vuol bene?.. E’ un vero e proprio toccasana per il fisico e lo spirito!! Ricordiamoci però che “in medio stat virtus”, perciò NON esageriamo altrimenti, parafrasando una ben nota pubblicità, diventeremo “tutta ciccia e brufoli”…. OK??? Ora, visto che la mia vita è “un’altalena” in tutti i sensi, le ricette che vi proporrò saranno le più disparate e seguiranno l’andamento incostante dei miei stati d’animo: essendo una donna che lavora, cucino spesso piatti veloci ma, quando ho tempo mi dedico alla preparazione di piatti tipici della mia regione (e non solo); a volte mi capita di prediligere la cucina “sana” ma poi ho anche voglia di coccolarmi cucinando piatti che soddisfino il “palato” e che fanno tanto bene al “cuore”; adoro avere sempre qualcosa di buono, confezionato da me, per la colazione e la merenda di tutta la famiglia…. naturalmente anche questo tipo di preparazioni risentono del mio “status”. Una costante nella mia vita però c’è……. L’AMORE PER MIO FIGLIO!!..... è, e sarà sempre, la cosa più bella di tutta la mia vita!!!!! Non da ultima, infine, la passione per la mia bella Napoli, per la nostra meravigliosa Italia e per il mare; al riguardo, tempo permettendo, pubblicherò nel mio blog: foto, aneddoti, curiosità e tanto altro.
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