Archivi per la categoria ‘minestre’

PostHeaderIcon Zuppa di fagioli alla “messican-napoletana”

Zuppa di fagioli alla "messican-napoletana"


fagioli

Anche la ricetta più fedele all’originale, cucinata da una napoletana DOC come me, subisce inevitabilmente un po’ di influenza partenopea…..  Non me ne vogliano, quindi, i “puristi” della ricetta messicana. Vi chiedo di provarla e, de vi fa piacere, commentarla ;-)

 

INGREDIENTI per 6 persone

 

1/2 Kg di fagioli neri

6 salsicce (di cui 3 sbudellate e ridotte in briciole)

1/2 bottiglia di passata di pomodoro

1 cipolla

1 spicchio di aglio

vino bianco q.b.

olio e.v.o.

1 pizzico di cumino (facoltativo)

1 cucchiaino di brodo vegetale granulare

sale e pepe q.b.

chili (è una spezia messicana che potete sostituire col tabasco o con il peperoncino piccante in quantità tale da rendere il tutto abbastanza pepato)

 

PROCEDIMENTO

Mettete i fagioli  a bagno in una grossa ciotola con abbondante acqua e lasciateli in ammollo per una notte intera.

sembrano viola, ma in realtà sono neri

sembrano viola, ma in realtà sono neri

Il mattino seguente scolate e sciacquate i fagioli, poi lasciateli ancora un po’ nell’acqua fresca mentre preparate le altre cose.

In una pentola, possibilmente di coccio, rosolate nell’olio la cipolla affetta ed uno spicchio di aglio.

 le cipolle rosse sono più dolci  ;-)

le cipolle rosse sono più dolci ;-)

Eliminate l’aglio ed aggiungete le salsicce (sia quelle sbriciolate che quelle intere). Lasciate rosolare (bastano 1-2 minuti) e poi spruzzatele con un po’ di vino lasciando evaporare.

rosolare

Aggiungete la passata di pomodoro, il cumino, il pepe ed il chili.

E’ il momento di scolare definitivamente i fagioli neri e di unirli agli altri ingredienti, aggiungendo acqua a coprire ed il cucchiaino di brodo vegetale granulare.

Cuocete la vostra zuppa per almeno 1 ora (i fagioli dovranno risultare abbastanza teneri). Quando i fagioli saranno quasi giunti a cottura, aggiustate di sale e di pepe .

Servite in piatti di terracotta con fettine di pane casereccio leggermente oliato e tostato.

 

VERSIONE SPEEDY per 3-4 persone:

 

INGREDIENTI

2 vasetti di fagioli borlotti

1-2 salsicce a persona (la metà sbudellate e sbriciolate)

cipolla

olio e.v.o.

vino bianco q.b.

passata di pomodoro (1 bicchiere ogni 2 persone)

prezzemolo, tabasco (o peperoncino forte)

crostini (freselle o pane cafone bruscato)

 

PROCEDIMENTO

Soffriggete nell’olio la cipolla.

Aggiungete le salsicce e fatele rosolare.

Sfumate col vino e inserite anche la passata, il prezzemolo e 2 cucchiaini di tabasco.

Cuocete 10′, poi aggiungete i fagioli ed il sale.

Proseguite la cottura per altri 10′.

Inserite i crostini nei piatti e cospargetevi sopra la zuppa di fagioli. 

 

Perle di saggezza napoletana: ” ‘O puorco se ‘ngrassa pe ne fà sacicce”.
Letteralmente: il maiale è ingrassato per farne salsicce. La locuzione vuole amaramente significare che dalla disincantata osservazione della realtà si deduce che nessuno fa del bene disinterassatamente; anzi chiunque fa del bene ad un altro mira certamente al proprio tornaconto che gliene deriverà, come – nel caso in epigrafe – il maiale non deve pensare che lo si lasci ingrassare per fargli del bene, perché il fine perseguito da colui che l’alleva è quello di procurarsi il proprio tornaconto sotto specie di salsicce.

PostHeaderIcon ‘O sciacqua panza (Lo sciacqua pancia)… la minestra che ti rimette in sesto!!

'O sciacqua panza (Lo sciacqua pancia)... la minestra che ti rimette in sesto!!

minestra

Sulle virtù della scarola vi ho già parlato qui.

Oggi, tenendo conto che in questo periodo ovunque mi giri, c’è gente che se l’è vista brutta con l’influenza che “attacca la panza”…. me compresa, vi propongo un  rimedio tutto napoletano molto semplice, gustoso e salutare che vi rimetterà in  sesto l’intestino in un battibaleno.

INGREDIENTI

400 g di riso per minestra

1 o 2 cespi di scarola

olio extra-vergine d’oliva

PROCEDIMENTO
Lavate bene la scarola, foglia per foglia.

Senza asciugarla e, grondante d’acqua, spezzate le foglie e versatele nella pentola di cottura.

Cuocete a fuoco dolce e, quando comincerà a disfarsi, aggiungete il riso portandolo a cottura aggiungendo piccole quantità d’acqua prelevate da una pentola vicina, nella quale avevate già messo a cuocere le foglie esterne della scarola da 15/20 minuti. Aggiustate di sale.

Spegnete il fuoco quando il riso è ancora la dente e servire subito.

Condite con un filo di olio crudo.

Modi di dire partenopei: ‘O culo ‘e mal’assietto nun trova maje arricietto.
Letteralmente: il sedere che siede malvolentieri non trova mai tregua. Per solito, con la frase in epigrafe si fa riferimento al continuo dimenarsi anche da seduti che fanno i ragazzi incapaci di porre un freno alla loro voglia di muoversi.

PostHeaderIcon La minestra maritata “pignato grasso” o “pignato maritato”….. ricetta e racconti dal vostro micio d’eccezione

La minestra maritata "pignato grasso" o "pignato maritato"..... ricetta e racconti dal vostro micio d'eccezione

minestra maritata

E’ un piatto della tradizione napoletana che oggi è caduto in disuso sia per la difficoltà a reperire la materia prima che per la lungaggine della preparazione. Occorre, infatti, lavare tutte le verdure, cuocerle separatamente, preparare un brodo con la carne e poi unire il tutto per lasciare insaporire con anche un po’ di formaggio.

Anticamente, però, questo piatto era uno dei preferiti dai napoletani, che infatti fino al Settecento vennero etichettati come “mangiafoglie” (con l’avvento della pasta, come vi raccontai nell’articolo sul ragù, furono invece chiamati “mangiamaccheroni”).

L’antica ricetta prevedeva: carne di vacca giovane e grassa, cappone (un galletto, che venendo castrato aumentava la sua massa grassa  a tutto vantaggio della carne che risultava più morbida), gallina di cortile, salsiccione della costiera, una fetta di carne di maiale, 4 cervellatine, un pezzo di formaggio nostrano, una fetta di focaccia di farro, spezie e poi, una volta cotte tutte queste cose, aggiungi le cime di un cespo di broccoli e lascia bollire piano piano. Poi lascia riposare.

Gli antichi napoletani, distinguevano la “foglia”  dalle “evre” (erbe) = un complesso di ortaggi e verdure. Con il termine “foglia” invece, si voleva più specificatamente indicare qualsiasi variante del cavolo: cappuccio, verza, cavolfiore ed il broccolo “vruoccolo”, che ancora oggi è quello più consumato sulle tavole dei napoletani. Un aneddoto curioso ci dice che “broccolo”, per traslato, vuol dire “carezze” e perciò i venditori di broccoli, giocando sul duplice significato della parola, pubblicizzavano la loro merce al grido di “Vruoccole ca so buone anca dinto o lietto” (Broccoli che sono buoni anche a letto).

La minestra maritata è un piatto completo in quanto contiene : carboidrati, grassi e proteine.

Esiste, poi, una versione più povera (per l’assenza di carne), in “voga” nell’entroterra napoletano (es. Sannio ed Irpinia) denominata “pizza e menesta”, la cui caratteristica è quella di accompagnare la verdura con una pizza di mais a grana rozza (pizzillo). Tale pizza era fatta solamente di farina gialla di granoturco, acqua calda in egual misura e sale. La cottura avveniva su una pietra calcarea che veniva messa vicino al camino acceso. Oggi, ovviamente questo procedimento è stato semplificato e la pizza viene cotta sul fornello in una teglia di creta.  Le verdure usate per questa preparazione sono: indivia (scarulella), borragine (borraccelle), cicorie (cicorielle), broccoletti (vrucculille), verze (cappucce) e torsoletti di prima crescita (torzelle). La verdure cotta viene poi messa in un piatto grande e profondo con un po’ di brodo e vi si sbriciola dentro la pizza di mais. E’ un piatto tipicamente invernale che si cucinava a far data da San Martino (11 novembre) fino alla primavera inoltrata. Per mangiare questa delizia al ristorante, sarà bene ordinarlo qualche giorno prima.

La minestra maritata è da mettere in relazione a un’antica prescrizione culturale che impone il consumo totale di tutte le riserve di cibo in attesa del rinnovamento annuale: essa è infatti una pietanza di rito, non solo del Natale e del Capodanno, ma anche del banchetto nunziale e di qualsiasi altra ciclica ricorrenza.

Come ogni ricetta tradizionale napoletana, anche la minestra maritata, vanta una diversione diversa da famiglia in famiglia. Vi propongo di seguito quella che a mio parere è più vicina alla tradizione vera.

INGREDIENTI per  6 persone (le quantità sono indicative in quanto la minestra va gestita ed equilibrata a seconda dei gusti):

1 cesto di “menesta” (minestrella)- circa 800 g mondata  - viene venduta a Napoli in fascetti posti, di solito, in una cesta di legno e comprende:  indivia (scarulella), borragine (borraccelle), cicorie (cicorielle)

300 g di bietola

300 g di verza

300 g broccoli in foglia

300 g cavolo cappuccio

400 g di torzelle monadate (è uno dei più antichi tipi di cavolo che si sono sviluppati nel bacino del mediterraneo, infatti è detta anche “cavolo greco”, oltre che “torza riccia”. Oggi è una pianta presente soprattutto nella zona dell’Acerrano Nolano, in provincia di Napoli. Presenta foglie carnose ricce, di colore verde scuro, ed è molto e resistente al freddo)

sedano (serve per assorbire gli odori)

1/2 gallina paesana

pezzi di maiale vari (gli scarti): piede, mezza mascella, orecchio a pezzi, ” ‘a nnoglia” (un insaccato costituito da interiora del maiale in salamoia, peperoncino e finocchietto selvatico; il tutto avvolto in budello di agnello), pezzentella (è una salsiccia fatta con gli scarti -le parti meno nobili – del maiale), osso di prosciutto, tracchiolelle (costole di maiale con pochissima carne)

un pezzo di carne vaccina.

3 uova battute

50 g di caciocavallo stagionato (tagliato a dadini)

parmigiano e pecorino grattugiato q.b.

pepe q.b.

 

PROCEDIMENTO

Ogni verdura deve essere tagliata e bollita (in poca acqua leggermente salata) separatamente, ma non completamente. Scolate e strizzate bene. Vi suggerisco di dividerle, in base alla loro fibra, in due gruppi: verza. scarola, torzelle e broccoletti nel primo; scarolella, cicoria e borragine nel secondo. In questo modo potrete effettuare solamente due bolliture.

Con le carni, invece, si fa un brodo, insieme alla costola di sedano, cuocendo lentamente fino a quando risultano ben cotte (circa 2,5 ore). Assaggiamo ed, eventualmente, regoliamo di sale. Per sgrassare il brodo si elimina la schiumetta che si forma in superficie durante la cottura, oppure, se abbiamo il tempo di preparate il brodo con molto anticipo, una volta cotto, si lascia raffreddare ed si elimina con un cucchiaio tutto il grasso che si sarà addensato in superficie.

Si toglie la carne dal brodo, lo si passa e si inseriscono tutte le verdure, parzialmente già cotte.

Mentre le verdure finiscono di cuocere, si taglia la carne a pezzetti piccoli e si disossa la gallina.

Alla fine si versano anche le carni, si aggiungono le uova battute a frittata (con pepe, parmigiano e romano), il caciocavallo ed il pepe. Non appena arriva il bollore, si toglie dal fuoco e si serve col pane cafone tostato. E’ usanza anche di servire il brodo con il pane tostato e la carne, a parte, come secondo piatto.

PostHeaderIcon Minestrina di sogliola

Minestrina di sogliola

Ecco un’altra ricetta per bambini …..che piace tanto anche agli adulti!! 

Avete presente quelle giornate uggiose e piuttosto freddine … quando non avete voglia di far nulla e tanto meno di cucinare?…. Preparatevi questa semplice e consolatoria minestrina: vi scalderete e tutto vi sembrerà un po’ più rosa…. parola di Micio!

 

INGREDIENTI

4 filetti si sogliola

100 – 150 di pasta tipo quadrucci

1 spicchio di aglio

olio evo

5-6 pomodorini ciliegino

1 ciotola d’acqua

sale

prezzemolo tritato

crostini di pane

 

PROCEDIEMENTO

Fate rosolare l’aglio in un filo di olio, aggiungete i pomodorini e la sogliola.

Aggiustate di sale e allungate con l’acqua. Quando l’acqua avrà raggiunto il bollore, versate la pastina e portatela a cottura.

Servite la vostra minestrina col pane tostato ed un po’ di prezzemolo.

Modi di dire partenopei: ” ‘O pizzo cchiù scuro è ‘o fuculare”
Letteralmente: il posto più oscuro è il focolare.Espressione che viene pronunciata, con tono dispiaciuto, solitamente dal capo di casa che, nel rientrare a sera, non trovi il pranzo pronto e non veda neppure che ci siano i prodromi della preparazione del desinare.
Ciao micilli!!
Loading

Seguimi
Categorie
followers
Pubblicità
Translate
Scambio Banner

Se vuoi scambiare con noi il tuo banner o il link al tuo sito, copia e incolla il codice sottostante.


Dimensioni px: 150 X 50

Seleziona codice
Consigliati per voi
Contatore

free counters

La mia email
miciovolante(at)hotmail(dot)it
Archivio mensile
Mi trovate anche qui!
logo_onlinewine
I più cliccati
Partecipo anch’io
Ricette di cucina
Partecipo anch’io
Il perchè del blog
Questo blog di cucina nasce dalla mia passione per essa, dall’esigenza di mettere in ordine nel mio “bagaglio” ricette e….. perchè no, dalla speranza che qualcuno, nello sfogliare queste pagine, smetta di digiunare e cominci ad aver voglia di assaggiare…….. sentire i profumi…. aver voglia di provare……anche soltanto di cucinare per chi amiamo. A questo scopo, nelle ricette del mio blog, troverete risposta a molte di quelle domande che spesso ci poniamo quando ci adoperiamo in cucina, soprattutto agli inizi. Il cibo ci fa star bene, ci fa socializzare: cosa c’è di più bello del riunirsi attorno ad un tavolo con amici o parenti, magari con un buon bicchierozzo di vino, e deliziarsi con cibi genuini godendo della compagnia di chi ci vuol bene?.. E’ un vero e proprio toccasana per il fisico e lo spirito!! Ricordiamoci però che “in medio stat virtus”, perciò NON esageriamo altrimenti, parafrasando una ben nota pubblicità, diventeremo “tutta ciccia e brufoli”…. OK??? Ora, visto che la mia vita è “un’altalena” in tutti i sensi, le ricette che vi proporrò saranno le più disparate e seguiranno l’andamento incostante dei miei stati d’animo: essendo una donna che lavora, cucino spesso piatti veloci ma, quando ho tempo mi dedico alla preparazione di piatti tipici della mia regione (e non solo); a volte mi capita di prediligere la cucina “sana” ma poi ho anche voglia di coccolarmi cucinando piatti che soddisfino il “palato” e che fanno tanto bene al “cuore”; adoro avere sempre qualcosa di buono, confezionato da me, per la colazione e la merenda di tutta la famiglia…. naturalmente anche questo tipo di preparazioni risentono del mio “status”. Una costante nella mia vita però c’è……. L’AMORE PER MIO FIGLIO!!..... è, e sarà sempre, la cosa più bella di tutta la mia vita!!!!! Non da ultima, infine, la passione per la mia bella Napoli, per la nostra meravigliosa Italia e per il mare; al riguardo, tempo permettendo, pubblicherò nel mio blog: foto, aneddoti, curiosità e tanto altro.
Free Cat Walking MySpace Cursors at www.totallyfreecursors.com
GiornaleBlog Notizie Blog di Cucina
Aggregatore notizie RSS
Date un’occhiatina
Mi trovate anche qui:
Top Blogs di ricette