Archivi per la categoria ‘legumi’

PostHeaderIcon Non i soliti fagioli in scatola….

Non i soliti fagioli in scatola....

zuppa di fagioli

Tutti conosciamo le virtù dei legumi. Proprio per questo motivo, un po’ di tempo fa scrissi un post sull’argomento.

Oggi voglio “tentarvi” suggerendovi un metodo semplice e succulento per cucinare i fagioli in scatola che vi invoglierà a prepararli con maggiore frequenza.

 

INGREDIENTI

1 barattolo di fagioli precotti

1 spicchio di aglio

1 cipolla

1 carota

1 costa di sedano

rosmarino

1 pezzetto di salame

brodo vegetale aromatizzato con un rametto di rosmarino

pane affettato (oppure pancarrè)

olio e.v.o.

1 uovo (facoltativo)

 

PROCEDIMENTO

Tagliate a tocchetti il sedano, la carota e la cipolla e soffriggeteli, insieme allo spicchio di aglio, in una larga casseruola.

Aggiungete anche un po’ di salame e continuate a soffriggere.

Inserite i fagioli ed il brodo aromatizzato al rosmarino (*)

Lasciate insaporire e cuocete un pochino; eliminate il rosmarino e frullate parte dei fagioli adoperando il mixer ad immersione.

Aiutatevi col brodo per ottenere un piatto della giusta consistenza(*).

Se vi piace, potete cuocere un uovo in camicia gettandolo nella zuppa di fagioli.

 

Preparate i crostini:

foderate la placca del forno con apposita carta e cospargetela con un po’ d’olio e rametti di rosmarino.

Tagliate via la crosta al pancarrè ed adagiate le fette sui rametti di rosmarino (io ho usato del pane casereccio).

Cospargete con un filo di olio e cuocete in forno per 10′ ca. oppure adoperate il grill.

PostHeaderIcon Pasta e fagioli freschi: la pasta fredda che ti lascia di stucco!

Pasta e fagioli freschi: la pasta fredda che ti lascia di stucco!

fagioli estivi

Eliminate il baccello ai fagioli, sciacquateli e scottateli in acqua bollente per 5′.

fagioli 1

Scolateli e poi versateli in altra acqua bollente, quasi a coprire, con 1 patata e del sedano.

In una pentola di coccio, soffriggete nell’olio una dadolata di sedano, carota e cipolla (d’estate è meglio non usare la pancetta).

Quando i fagioli saranno cotti,  frullate (magari con un mixer ad immersione) parte dei fagioli, la patata ed il sedano. Versate il composto in una pentola di coccio e cuocete il tutto per altri 10′.

Lessate la pasta al dente ed unitela ai fagioli: il risultato finale dovrà essere una pasta fredda e densa.

Decorate i piatti con un rametto di rosmarino e date un giro di olio e pepe.

Note: usate uno spargifiamma e beveteci su un nero di troia.

P.S.: se vi piacciono queste ricette pasta scrivetemi una email.

PostHeaderIcon Il tortino di piselli e le “smemorate di Collegno”

Il tortino di piselli e le "smemorate di Collegno"

tortino fetta

Fino ai 25 anni circa, vivevo in un palazzo dove l’affetto e la condivisione era all’ordine del giorno.

In questo edificio, composto di 12 famiglie, il nostro nucleo familiare viveva in armonia con circa la metà dei condomini e, considerato che oggi vivo in una palazzina molto più popolosa, dove le persone a stento si salutano e non si conoscono neppure per cognome, il ricordo delle persone con le quali ho condiviso parte della mia vita diventa ancora più prezioso.

Il mio parlare al passato non vi tragga in inganno perché, ancora oggi, con una di queste persone mi sento ancora regolarmente: essa mi dà una sensazione inspiegabile di “calore”…. di focolare…. di mamma! Ed anche se probabilmente non mi leggerà mai, ne voglio approfittare per salutarla, anche da qui, alla mia maniera: ciao Silvanona “brutta”!

Tra le varie riminiscenze di quel “periodo d’oro”, ricordo che una sera, qualcuna delle nostre vicine, ci omaggiò di un delizioso tortino di piselli.

Se volte considerare che da allora, nonostante aborrissi il famigerato legume verde, ho iniziato a mangiare i piselli……. ho detto tutto!!

Ma veniamo alle “smemorate di Collegno”. Quando mi sono sposata, una delle prime cose che ho voluto imparare a cucinare è stato il famoso tortino. Dunque, mi sono messa al telefono ed ho chiesto lumi alle  “mie signore”, e…… ci credereste mai? Nessuna di loro ricordava di avere mai preparato questo tortino…… A sto punto il tentativo di ricostruire la ricetta sembrava “mission impossible”: chi ci voleva mettere l’uovo battuto, chi lo cuoceva per 1 ora….. chi per mezz’ora…. Insomma, con santa pazienza, dopo vari tentativi, sono riuscita a ricostruire il procedimento che, naturalmente, è il più semplice che si possa immaginare.

Dedicato a Silvana, Teresa, Rosetta e Maria…… ecco la ricetta del tortino di piselli.

 

INGREDIENTI

 

1/2 Kg di piselli fini surgelati (in questo periodo ci sono quelli freschi)

30-40 g di pancetta in cubetti (oppure prosciutto)

1 foglio rotondo di pasta sfoglia

1 cipolla piccola

 

PROCEDIMENTO

 

Inserite, in una pentola a pressione, un mestolino abbondate di olio e la cipolla tagliata a fettine.

Lasciate appassire, aggiungete anche la pancetta e fate colorire (non fate bruciare la cipolla).

Aggiungete una tazzina d’acqua, alzate il fuoco, versate i piselli e chiudete la pentola a pressione col suo coperchio.

Cuocete per 10′ dall’inizio del sibilo abbassando la fiamma.

Una volta diminuita la pressione ed aperta la pentola, salate, girate e rigirate sul fuoco fino ad eliminare tutta l’acqua.

Stendete la sfoglia nella teglia (deve essere un “tortino” piccolo), bucherellatela e versate nel guscio i vostri piselli. Richiudete ripiegando l’eccesso di sfoglia all’interno del tortino, cercando di chiuderla al centro il più possibile.

tortino di piselli

Bucherellate anche la superficie ed infornate a 200° C  per circa 30′ fino a doratura.

PostHeaderIcon Lampe e tuone (Lampi e tuoni – alias: pasta e ceci)

Lampe e tuone (Lampi e tuoni - alias: pasta e ceci)

pasta e ceci

La pasta e ceci, meglio nota a Napoli come “Lampe e tuone”, è la protagonista indiscussa del primo giorno di Quaresima.

L‘espressione dialettale trae indubbiamente la sua origine dagli “indesiderati” effetti che spesso i legumi procurano alla digestione.

Delle proprietà, modalità di cottura e quant’altro riguardi i legumi vi ho parlato già qui.

Oggi voglio mettervi al corrente dell’usanza partenopea di mangiare questo strepitoso piatto nel primo giorno di quaresima e raccontarvi come lo preparo io.

 

INGREDIENTI

 

250 g di ceci secchi medi

1 cucchiaino di bicarbonato

200 g di “pasta ammescata”: pasta mischiata  (oppure taccozzette)

100 g di olio e.v.o.

aglio

rosmarino

origano

sale e pepe

 

PROCEDIMENTO

 

Tenete a bagno i ceci per una notte intera (12-18 ore) in acqua e bicarbonato; il mattino successivo, sciacquateli molto bene.

Mettete a scaldare dell’acqua in una grossa pentola.

Nel frattempo, in una pentola di coccio, soffriggete l’aglio nell’olio e versatevi dentro i ceci scolati. Coprite i ceci con l’acqua che avevate messo a bollire nella pentola a parte (l’acqua deve sovrastare i ceci di due dita), unite gli aromi e portate a cottura lasciando sobbollire a fuoco molto basso.

Per il tempo di cottura affidatevi alle indicazioni riportate, dal produttore, sulla scatola dei ceci. Di solito i ceci secchi impiegano circa 2 ore a cuocere, ma dovete assaggiare e fare attenzione: non di rado capita che occorrano fino a 5 ore di cottura.

Quando i vostri ceci saranno teneri, passatene una metà al passatutto (oggi uso il mixer ad immersione), aggiungendo se necessario, acqua bollente sufficiente per cuocere la pasta.

Salate e, appena bolle, aggiungete la pasta . Mescolate e portate  a cottura diluendo, all’occorrenza, con poca acqua calda: la pasta coi legumi, a Napoli, deve risultare “azzeccata” (attaccata) e non brodosa.

Fate rigorosamente riposare un po’ la minestra prima di servirla (dopo tutte queste ore di lavoro… se lo merita!)

Curiosità: a proposito si quaresima e di Pasqua, sono stata nel Salento a trascorrere le festività pasquali (appunto) e mi sono imbattuta in un piatto che chiamasi  “Ciceri e tria” e, non ci crederete, ma è una pietanza costituita da una sorta di laganelle mozzate (fatte in casa con sola farina di semola ed acqua), fritte e poi ripassate nella pentola dei legumi.
Essendomi incuriosita, ho fatto un giro sul web ed ho trovato nel blog “angiecafiero“, un articolo molto interessante in cui la scrittrice ci dà la ricetta e ci racconta:
“Questa ricetta è un vero e proprio reperto archeologico della gastronomia sia per il nome, trii, che era il nome che arabi e siciliani davano nel Medioevo ai maccheroni, sia perché le tagliatelle preventivamente fritte ricordano le lagane degli antichi Romani che venivano arrostite su pietre roventi prima di tagliarle a strisce e farle bollire nelle minestre.
In alternativa alle lagane, si puo’ utilizzare quella che a Napoli viene chiamata “‘a pasta ammescata”, qualità che contine vari formati di pasta, in un passato non molto lontano venivano utilizzate le rimanenze dei vari formati in preparazioni come questa, come la pasta e fagioli o la pasta e patate.
Ingredienti:
– gr 300 di ceci
-1 cucchiaino da tè di bicarbonato
-1 dl di olio
– 2 spicchi di aglio
– sale pepe q.b.
– prezzemolo abbondante
– gr 400 g di laganelle (fettuccelle larghe)
 
Esecuzione:
La sera precedente mettete a bagno i ceci con il bicarbonato per renderli più teneri.
La mattina dopo sciacquateli e cuoceteli in acqua abbondante e non salata.
Quando saranno cotti e quasi disfatti (occorreranno circa 5 ore a fuoco lento, senza mai far perdere il bollore), aggiungete l’aglio, l’olio precedentemente riscaldato, il sale e il pepe. Se volete, potrete, passarne una piccola quantità.
Aggiungete, se necessario, un po’ d’acqua a bollore che terrete su un altro fornello e calate nei ceci le laganelle spezzettat,.
Qualche minuto prima di togliere la pentola dal fuoco, aggiungete il prezzemolo.”
Ciao micilli!!
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