Archivi per la categoria ‘ricette della tradizione’

PostHeaderIcon ‘O puparuolo ‘mbuttunato ‘e donna Assunta. (Peperoni ripieni alla Susy)

'O puparuolo 'mbuttunato 'e donna Assunta. (Peperoni ripieni alla Susy)

peperoni di susy 001

Chi è donna Assunta? La mia amatissima collega di lavoro e amica, esperta di cucina e molto altro ancora.

Avendo personalmente provato la qualità della ricetta in questione, vi caldeggio la sua sperimentazione sottolineando il particolare, non trascurabile, che stiamo parlando di un piatto tipico della cucina partenopea.

 

INGREDIENTI

4 peperoni

300 gr di vermicelli

50-100 gr di salame

200 gr di provola

olive nere di Gaeta (snocciolate) q.b.

capperi dissalati q.b.

parmigiano, pecorino e basilico q.b.

1 bottiglia di passata di pomodoro

 

PROCEDIMENTO

Lavate ed asciugate i peperoni.

Lessate i vermicelli molto al dente e teneteli da parte.

Fate un sughetto con le olive ed i capperi (conservate però 4 olive e 4 capperi), mischiatelo alla pasta  (tenendone da parte un paio di mestoli per il ruoto) ed aggiungete parmigiano, pecorino e basilico.

peperoni di susy 005

Tagliate la calotta ai peperoni (ma non gettatela), mondateli dai semi e filamenti ed inserite in ogni peperone: una fettina di salame, un cubotto di provola, 1 oliva nera, 1 cappero, una forchettata di pasta, 1 fettina di salame, 1 fettina di provola (oppure sottiletta) e richiudete il peperone con la sua calottina.

peperoni di susy 007

Portate il forno a 200°.

Ungete una teglia col sugo, adagiatevi i peperoni ed infornateli per 20′. Abbassate il forno a 180° e dopo altri 15′ di cottura iniziate a controllate che i vostri peperoni abbiano perso turgore e si siano un po’ dorati (la pelle, inoltre, comincerà a staccarsi). Quando sarete giunti a questo stadio di cottura, girateli e lasciate che dorino anche dall’altro lato. I peperoni saranno pronti quando si presenteranno raggrinziti e dorati (circa 3/4 d’ora di cottura).

peperoni di susy 002

PostHeaderIcon La focaccia napoletana in 9 – 12 ore ed un po’ di chiarimenti rispetto alle tipologie di farine

La focaccia napoletana in 9 - 12 ore ed un po' di chiarimenti rispetto alle tipologie di farine

focacciaCome ho già avuto modo di raccontarvi, a Napoli la pizza in teglia viene detta focaccia. Se parlate di pizza ad un napoletano, questi intenderà che state facendo riferimento alla sublime pizza tonda… quella col cornicione che viene cotta nel forno a legna…. con il pomodoro, la mozzarella l’olio ed il basilico. Leggi il resto di questo articolo »

PostHeaderIcon Il coniglio all’ischitana

Il coniglio all'ischitana

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Quando desidero un po’ di vero relax, sapete qual’è il primo posto che mi viene in mente?……. Ischia! Anzi, le terme di Ischia!….. Per lasciarmi coccolare tutto il giorno dalle acque termali, dal mare e dal sole….. spilluzzicare qualcosina e poi, alla sera, dopo una doccia corroborante, andare a mangiare, in qualche trattoria familiare, un bel coniglio all’ischitana…. Dopo 2-3 giorni di “questa cura” vi assicuro che si torna a casa con tanta nostalgia ma molto ben rigenerati! Leggi il resto di questo articolo »

PostHeaderIcon Lampe e tuone (Lampi e tuoni – alias: pasta e ceci)

Lampe e tuone (Lampi e tuoni - alias: pasta e ceci)

pasta e ceci

La pasta e ceci, meglio nota a Napoli come “Lampe e tuone”, è la protagonista indiscussa del primo giorno di Quaresima.

L‘espressione dialettale trae indubbiamente la sua origine dagli “indesiderati” effetti che spesso i legumi procurano alla digestione.

Delle proprietà, modalità di cottura e quant’altro riguardi i legumi vi ho parlato già qui.

Oggi voglio mettervi al corrente dell’usanza partenopea di mangiare questo strepitoso piatto nel primo giorno di quaresima e raccontarvi come lo preparo io.

 

INGREDIENTI

 

250 g di ceci secchi medi

1 cucchiaino di bicarbonato

200 g di “pasta ammescata”: pasta mischiata  (oppure taccozzette)

100 g di olio e.v.o.

aglio

rosmarino

origano

sale e pepe

 

PROCEDIMENTO

 

Tenete a bagno i ceci per una notte intera (12-18 ore) in acqua e bicarbonato; il mattino successivo, sciacquateli molto bene.

Mettete a scaldare dell’acqua in una grossa pentola.

Nel frattempo, in una pentola di coccio, soffriggete l’aglio nell’olio e versatevi dentro i ceci scolati. Coprite i ceci con l’acqua che avevate messo a bollire nella pentola a parte (l’acqua deve sovrastare i ceci di due dita), unite gli aromi e portate a cottura lasciando sobbollire a fuoco molto basso.

Per il tempo di cottura affidatevi alle indicazioni riportate, dal produttore, sulla scatola dei ceci. Di solito i ceci secchi impiegano circa 2 ore a cuocere, ma dovete assaggiare e fare attenzione: non di rado capita che occorrano fino a 5 ore di cottura.

Quando i vostri ceci saranno teneri, passatene una metà al passatutto (oggi uso il mixer ad immersione), aggiungendo se necessario, acqua bollente sufficiente per cuocere la pasta.

Salate e, appena bolle, aggiungete la pasta . Mescolate e portate  a cottura diluendo, all’occorrenza, con poca acqua calda: la pasta coi legumi, a Napoli, deve risultare “azzeccata” (attaccata) e non brodosa.

Fate rigorosamente riposare un po’ la minestra prima di servirla (dopo tutte queste ore di lavoro… se lo merita!)

Curiosità: a proposito si quaresima e di Pasqua, sono stata nel Salento a trascorrere le festività pasquali (appunto) e mi sono imbattuta in un piatto che chiamasi  “Ciceri e tria” e, non ci crederete, ma è una pietanza costituita da una sorta di laganelle mozzate (fatte in casa con sola farina di semola ed acqua), fritte e poi ripassate nella pentola dei legumi.
Essendomi incuriosita, ho fatto un giro sul web ed ho trovato nel blog “angiecafiero“, un articolo molto interessante in cui la scrittrice ci dà la ricetta e ci racconta:
“Questa ricetta è un vero e proprio reperto archeologico della gastronomia sia per il nome, trii, che era il nome che arabi e siciliani davano nel Medioevo ai maccheroni, sia perché le tagliatelle preventivamente fritte ricordano le lagane degli antichi Romani che venivano arrostite su pietre roventi prima di tagliarle a strisce e farle bollire nelle minestre.
In alternativa alle lagane, si puo’ utilizzare quella che a Napoli viene chiamata “‘a pasta ammescata”, qualità che contine vari formati di pasta, in un passato non molto lontano venivano utilizzate le rimanenze dei vari formati in preparazioni come questa, come la pasta e fagioli o la pasta e patate.
Ingredienti:
– gr 300 di ceci
-1 cucchiaino da tè di bicarbonato
-1 dl di olio
– 2 spicchi di aglio
– sale pepe q.b.
– prezzemolo abbondante
– gr 400 g di laganelle (fettuccelle larghe)
 
Esecuzione:
La sera precedente mettete a bagno i ceci con il bicarbonato per renderli più teneri.
La mattina dopo sciacquateli e cuoceteli in acqua abbondante e non salata.
Quando saranno cotti e quasi disfatti (occorreranno circa 5 ore a fuoco lento, senza mai far perdere il bollore), aggiungete l’aglio, l’olio precedentemente riscaldato, il sale e il pepe. Se volete, potrete, passarne una piccola quantità.
Aggiungete, se necessario, un po’ d’acqua a bollore che terrete su un altro fornello e calate nei ceci le laganelle spezzettat,.
Qualche minuto prima di togliere la pentola dal fuoco, aggiungete il prezzemolo.”
Ciao micilli!!
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Questo blog di cucina nasce dalla mia passione per essa, dall’esigenza di mettere in ordine nel mio “bagaglio” ricette e….. perchè no, dalla speranza che qualcuno, nello sfogliare queste pagine, smetta di digiunare e cominci ad aver voglia di assaggiare…….. sentire i profumi…. aver voglia di provare……anche soltanto di cucinare per chi amiamo. A questo scopo, nelle ricette del mio blog, troverete risposta a molte di quelle domande che spesso ci poniamo quando ci adoperiamo in cucina, soprattutto agli inizi. Il cibo ci fa star bene, ci fa socializzare: cosa c’è di più bello del riunirsi attorno ad un tavolo con amici o parenti, magari con un buon bicchierozzo di vino, e deliziarsi con cibi genuini godendo della compagnia di chi ci vuol bene?.. E’ un vero e proprio toccasana per il fisico e lo spirito!! Ricordiamoci però che “in medio stat virtus”, perciò NON esageriamo altrimenti, parafrasando una ben nota pubblicità, diventeremo “tutta ciccia e brufoli”…. OK??? Ora, visto che la mia vita è “un’altalena” in tutti i sensi, le ricette che vi proporrò saranno le più disparate e seguiranno l’andamento incostante dei miei stati d’animo: essendo una donna che lavora, cucino spesso piatti veloci ma, quando ho tempo mi dedico alla preparazione di piatti tipici della mia regione (e non solo); a volte mi capita di prediligere la cucina “sana” ma poi ho anche voglia di coccolarmi cucinando piatti che soddisfino il “palato” e che fanno tanto bene al “cuore”; adoro avere sempre qualcosa di buono, confezionato da me, per la colazione e la merenda di tutta la famiglia…. naturalmente anche questo tipo di preparazioni risentono del mio “status”. Una costante nella mia vita però c’è……. L’AMORE PER MIO FIGLIO!!..... è, e sarà sempre, la cosa più bella di tutta la mia vita!!!!! Non da ultima, infine, la passione per la mia bella Napoli, per la nostra meravigliosa Italia e per il mare; al riguardo, tempo permettendo, pubblicherò nel mio blog: foto, aneddoti, curiosità e tanto altro.
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