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PostHeaderIcon Insalata greca….. che bontà!!

Insalata greca..... che bontà!!

musaka

Qualcuno mi potrà dire “e che ci vuole!!”

Avete mai provato a prepararla? Il risultato vi ha soddisfatto oppure avete pensato che quella che avete mangiato in Grecia era più buona?

Partendo dal presupposto che sicuramente l’insalata greca mangiata in Grecia è più buona, non fosse altro che per il fatto che… SI E’… in Grecia, e che quindi tutto gioca a favore, proverò a chiarirvi qualche piccolo passaggio che forse potrà aiutarci a preparare un’insalata greca almeno degna di questo nome….. A proposito, sapete come si chiama in greco? Horiatiki …….Da oggi se vi trovate in Grecia oltre a saper dire “kalimera” e “kalispera”, potete spendervi una parola in più    ;-)

La prima cosa da sapere è che, così come succede nelle nostre regioni italiane, anche in Grecia il piatto più popolare (la horiatiki) assume “connotazioni” diverse a seconda di dove viene preparata: c’è differenza tra l’insalata greca che mangerete ad Atene e quella che vi prepareranno sulle isole… ma anche tra un’isola e l’altra.

Gli accorgimenti cui non rinuncerei, ai fini della riuscita del piatto sono: avere le verdure fredde di frigo, abbondare con l’olio, il pomodoro ed i cetrioli non devono essere tagliati troppo piccoli, la feta non dovrebbe essere tagliata a cubetti ma lasciata intera, l’insalata non deve essere mescolata prima di essere servita.

 

INGREDIENTI per 1 persona

2-3 pomodori tondi rossi maturi

1 cipolla piccola (quella rossa è più dolce)

1 cetriolo medio

5-8 olive greche

1 fetta di feta da circa 100 gr

olio evo

aceto di vino bianco (facoltativo)

origano e sale q.b.

 

PROCEDIMENTO

Lavate i pomodori, eliminate il picciolo troncando la calottina di netto e, partendo da lì,  taglateli a fette non sottili.

Versate i pomodori in una ciotola, che dovrà contenere anche il resto degli ingredienti, e tagliate la cipolla prima a metà nel senso della lunghezza e poi a fette sottili partendo questa volta dal lato corto, appoggiandola con il lato piatto sul tagliere.

Eliminate le estremità al cetriolo e sfregate polpa contro polpa con movimento circolare (la polpa della punta contro la polpa del cetriolo intero), questo consentirà di eliminare l’amaro. Sciacquate e sbucciate parzialmente il cetriolo: utilizzando un pelapatate eliminate qualche striscia di buccia verde ottenendo un effetto a righe; poi tagliatelo a fette di circa 1/2 cetimetro di spessore.

Inserite tutti gli ingredienti nella ciotola, comprese le oli

ve, e condite con abbondante olio (dovrete vederne due dita sul fondo), un cucchiaio scarso di aceto (se avete deciso di metterlo) e poco sale.

Adagiate, infine, una grossa fetta di feta in cima agli ortaggi e ungetela con un filino di olio.

Adoperando una forchetta rompete un pezzo di feta ed infilate sulla stessa, insieme alla formaggio, qualsiasi cosa riusciate a gestire nella stessa e portatela alla bocca….. è così che dovete mangiarla!!

L’insalata greca è un piatto da condividere perciò voglio sperare che ne prepariate in abbondanza  e che mettiate la vostra grossa ciotola al centro della tavola… ognuno agguanterà qualcosa: feta e olive, pomodori e cetriolo, pomodori e feta….. Alla fine “sfoderate” il pane e… AZZUPPATEEEEE….. scusate è venuta fuori tutta la mia napoletanità…. volevo dire: intingete il pane nell’olio ormai insaporito dal succo di pomodoro, piccole briciole di feta e quant’altro.

Note: la Horiatiki rientra a tutti gli effetti nella dieta mediterranea, fornisce molta vitamina C, vitamina A e vitamina B2.

PostHeaderIcon La zuppa di cipolle…. il piatto che ti scalda e ti conforta nelle fredde sere invernali!

La zuppa di cipolle.... il piatto che ti scalda e ti conforta nelle fredde sere invernali!

Si dice che la zuppa di cipolla fosse una ricetta toscana del 1500 e che prevedesse l’accompagnamento con fette di pane toscano abbrustolito. Si dice anche, però, che Caterina de’ Medici, sposando il re di Francia (EnricoII d’Orléans) vi portò la ricetta. Qui, successivamente, fu trasformata nella ormai famosissima soupe à l’oignon.

La verità è che la zuppa di cipolle, in quanto piatto povero, risulta essere un piatto tradizionale di molti paesi, ma soltanto a Parigi fu elevata al rango di piatto raffinato preparato, quindi, dai migliori chef francesi. Secondo la tradizione francese, la zuppa di cipolle veniva consumata all’alba, dopo una notte “brava”, nei bistrot situati accanto ai mercati generali che, ancora oggi, restano aperti tutta la notte per servire questa prelibatezza preparata con semplici ed umili ingredienti, peraltro reperibili tutto l’anno.

INGREDIENTI per 4 persone:

700/800 g di cipolle dorate

1/1,5 l di brodo di manzo (io uso l’estratto di carne Liebig)

50 g di burro ( di altissima qualità)

fino a tre cucchiai di farina

4 cucchiai di olio

100 ml di vino bianco di ottima qualità oppure un bicchierino di brandy (facoltativo)

1 cucchiaino di zucchero

sale e pepe q.b.

100 gr di emmenthal o groviera (grattugiato grossolanamente)

1 baguette (da cui ricaverete 12 fette)

PROCEDIMENTO

Mentre preparate il brodo, pelate e tagliate finemente le cipolle (io uso la mandolina). Ponetele in una casseruola (possibilmente di coccio) con il burro e l’olio e, dopo poco, aggiungete due pizzichi di sale, un cucchiaino di zucchero ed un po’ di pepe.

Procedete con la cottura a fuoco  moderato lasciando “sudare” le cipolle senza che prendano colore e fino a quando risulteranno morbide (da 10′ a 20′).

Quando le cipolle cominceranno a diventare bionde, spolveratele con un bel cucchiaio di farina, che farete scendere attraverso un colino in modo tale da setacciarla e da non creare grumi. Mescolate con cura per qualche minuto.

Sfumate col vino (oppure col brandy) ed aggiungete circa 1 litro di brodo, ben caldo, e lasciate sobbollire per circa 45′/60′ a fuoco lento, avendo cura di mescolare di tanto in tanto. Aggiungete altro brodo all’occorrenza: fate attenzione a non fare asciugare troppo: la zuppa non dovrà risultare troppo densa (altrimenti risulterà difficile inzupparvi i crostini o il pane tostato) né troppo liquida.

Nel frattempo, grattugiate il formaggio e riducete la vostra baguette in 12 fette oppure in cubetti e tostatele/i in forno oppure saltatele/i in padella con un po’ di burro.

Quando la vostra zuppa sarà cotta, aggiustate di sale e pepe. Una volta cotta, la cipolla dovrebbe disfarsi e rendere la zuppa un po’ cremosa, ma se la vostra zuppa di cipolle dovesse sembrarvi troppo liquida potrete sempre aggiungervi un po’ di farina (mescolatela subito energicamente); nel caso inverso, sarà opportuno aggiungere un po’ di brodo.  Ad ogni modo, se volete rendere la vostra zuppa più vellutata e/o  la cipolla vi desse noia, passatene metà con un frullatore ad immersione.

Prendete 4 cocottine di coccio, sistemate sul fondo un po’ di  crostini, versatevi sopra la zuppa ancora calda e spolverate la superficie con abbondante formaggio grattugiato. Lasciate gratinare in forno a 200/250°C fino a quando si formerà una bella crosticina appetitosa: basteranno pochi minuti ma, se ciò non avvenisse aiutatevi col grill.

Servite con un filo di olio crudo e gustatela ancora calda.

N.B.: nel caso, molto improbabile, che via avanzasse della zuppa, potete conservarla in frigorifero per un paio di giorni (ovviamente senza il pane dentro). Andrà ravvivata scaldandola con un po’ di acqua calda o vino bianco.

Buon appetitooooooooooooooo…………..

 

PostHeaderIcon ‘A scarola ‘mbuttunata (La scarola imbottita)

'A scarola 'mbuttunata (La scarola imbottita)

 

La scarola, nota per le sue proprietà toniche, depurative e diuretiche, deve essere consumata fresca, al massimo entro due giorni dall’acquisto dopo averla messa in frigo: se si ritarda il consumo, perde gran parte delle vitamine che la caratterizzano. Può essere conservata anche cotta, in questo caso può stare in frigorifero per 3 giorni circa.

Proprietà:
è molto indicata per le diete dimagranti, grazie alle sue proprietà depurative e per lo scarso contenuto di calorie. Essendo ricca di potassio, ma povera di sodio, è ottima anche in caso di ipertensione.

La ricetta che vado a descrivere, è un’ antica perla della cucina partenopea: un piatto di verdura, prevalentemente natalizio, che vi stupirà per la sua bontà e semplicità.

 

INGREDIENTI

 

1 Kg di scarola riccia (circa 2 cespi)

30 olive nere di Gaeta snocciolate

4-5 acciughe

1 manciata “uva passa” (uvetta – uva sultanina)

1 manciata di capperi dissalati (metteteli a bagno e cambiate l’acqua 3-4 volte)

1 cucchiaio abbondante di pinoli

2 spicchi di aglio tritati

poco sale

olio q.b.

 

Vi occorrerà, inoltre, dello spago da cucina.

 

PROCEDIMENTO

 

Date un taglio alla base delle scarole, in questo modo cadranno gran parte delle foglie esterne più coriacee; tagliate anche le punte più verdi (e di solito più sporche di terreno), quindi lavatele bene sotto l’acqua corrente e mettetele a scolare e testa in giù all’interno di uno scolapasta.

Adagiate le scarole sul piano di lavoro con la parte interna rivolta a voi ed allargatele bene.

Passiamo ad imbottire le nostre scarole. Distribuite equamente il ripieno lasciandolo cadere al centro di ogni cespo allargato, inserendo: l’aglio tritato, i capperi, l’uvetta, le olive nere, i pinoli, le acciughe, un pizzichino di sale ed un filo di olio tutt’intorno. 

Ora viene il bello: richiudete il cespo di scarola; probabilmente avrete bisogno di qualcuno che vi aiuti, perché mentre manterrete chiusa la parte superiore (le foglie) del fascio di scarola, dovrete legarlo ben stretto con lo spago da cucina, partendo dal basso fin verso le punte, con molti giri, pazienza ed attenzione.

Per la cottura potete optare per due procedimenti diversi: stufata in padella, oppure “in piedi” in pentola.

 

PROCEDIMENTO SCAROLA STUFATA IN PADELLA

Mettete le vostre scarole nella padella con l’olio ed uno spicchio di aglio. Spolverizzate con un pizzichino di sale (favorirà l’uscita dell’acqua dalle verdure), coprite col coperchio e lasciate cuocere lentamente per 1 ora, avendo cura di rigirarle di tanto in tanto: le vostre scarole dovranno cuocere, diventando rosate, senza mai aggiungere acqua.

PROCEDIMENTO SCAROLA “IN PIEDI”

Introducete le vostre scarole ripiene in una pentola alta (quella della pasta), cospargete poco sale ed un filo di olio (anche in questo caso, non aggiungete altri liquidi).

Cuocete coperto ed a fuoco medio per 30/40 minuti. A quato punto sollevate il coperchio per controllare che le scarole si siano “ritirando”  di volume; noterete inoltre che lo spago si è allentato. Proseguite la cottura, a pentola scoperta, con le scarole adagiate sul fondo nella loro stessa acqua di vegetazione, facendo stufare a fiamma ridotta: di solito la cottura termina quando i liquidi si sono molto ristretti. 

Impiattate ed eliminate lo spago con le forbici.

Note: se dovesse avanzarvi un po’ di scarola (cosa molto improbabile), tritatela ed utilizzatela per confezionare una pizza imbottita con la scarola.

Modi di dire partenopei: Quanto è bbello e ‘o patrone s”o venne!
Letteralmente: Quanto è bello, eppure il padrone lo vende. Era la frase che a mo’ di imbonimento pronunciava un robivecchi portando in giro, per venderla al migliore offerente, la statua di un santo presentata sotto una campana di vetro. Con tale espressione ci si prende gioco di chi si pavoneggia, millantando una bellezza fisica che non corrisponde assolutamente alla realtà.

PostHeaderIcon Spiedini-antipasto di arancia e bacon

Spiedini-antipasto di arancia e bacon

Provate questo stuzzichino, magari abbinato al un aperitivo leggero e fruttato, per intrattenere i vostri ospiti con un antipasto squisito e di sicuro effetto.

 

INGREDIENTI

 

spicchi di arancia spellati

bacon

zucchero di canna

 

PROCEDIMENTO

 

Infilzate su di uno stecchino lungo uno spicchio di arancia spellato.

Avvolgete la pancetta affumicata intorno allo spicchio e panatelo nello zucchero di canna.

Con l’ausilio del caramellizzatore, caramellate la superficie zuccherina e servite.

 

Ciao micilli!!
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Questo blog di cucina nasce dalla mia passione per essa, dall’esigenza di mettere in ordine nel mio “bagaglio” ricette e….. perchè no, dalla speranza che qualcuno, nello sfogliare queste pagine, smetta di digiunare e cominci ad aver voglia di assaggiare…….. sentire i profumi…. aver voglia di provare……anche soltanto di cucinare per chi amiamo. A questo scopo, nelle ricette del mio blog, troverete risposta a molte di quelle domande che spesso ci poniamo quando ci adoperiamo in cucina, soprattutto agli inizi. Il cibo ci fa star bene, ci fa socializzare: cosa c’è di più bello del riunirsi attorno ad un tavolo con amici o parenti, magari con un buon bicchierozzo di vino, e deliziarsi con cibi genuini godendo della compagnia di chi ci vuol bene?.. E’ un vero e proprio toccasana per il fisico e lo spirito!! Ricordiamoci però che “in medio stat virtus”, perciò NON esageriamo altrimenti, parafrasando una ben nota pubblicità, diventeremo “tutta ciccia e brufoli”…. OK??? Ora, visto che la mia vita è “un’altalena” in tutti i sensi, le ricette che vi proporrò saranno le più disparate e seguiranno l’andamento incostante dei miei stati d’animo: essendo una donna che lavora, cucino spesso piatti veloci ma, quando ho tempo mi dedico alla preparazione di piatti tipici della mia regione (e non solo); a volte mi capita di prediligere la cucina “sana” ma poi ho anche voglia di coccolarmi cucinando piatti che soddisfino il “palato” e che fanno tanto bene al “cuore”; adoro avere sempre qualcosa di buono, confezionato da me, per la colazione e la merenda di tutta la famiglia…. naturalmente anche questo tipo di preparazioni risentono del mio “status”. Una costante nella mia vita però c’è……. L’AMORE PER MIO FIGLIO!!..... è, e sarà sempre, la cosa più bella di tutta la mia vita!!!!! Non da ultima, infine, la passione per la mia bella Napoli, per la nostra meravigliosa Italia e per il mare; al riguardo, tempo permettendo, pubblicherò nel mio blog: foto, aneddoti, curiosità e tanto altro.
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